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Ali estreme, estremi rimedi

Il problema non è da poco. Imbarcare anche l’estrema destra per vincere o rischiare il tutto per tutto nel forcing mediatico senza alleanze discutibili? La verità,come spesso accade, sta nel mezzo. Rinunciare ai voti di chi sta a destra di Alleanza Nazionale rischierebbe di portare a un suicidio elettorale senza precedenti. Non si può fare. Al pari accogliere tutti a braccia aperte, fare entrare Tilgher e Saya in Parlamento è una leggerezza imperdonabile. Ci esporrebbe a critiche da cui al momento siamo al riparo. Allora è la terza via quella giusta. Chiamiamola Terza Posizione,così risulta meglio digeribile da tutti. E’ quella prospettata oggi da Alessandra Mussolini, quella su cui il premier lavorava da tempo. Portare i voti della destra sociale, senza doversi sobbarcare l’onere di personaggi quantomeno discutibili. E’ l’unica soluzione, la giusta mediazione tra istanze diverse. Così facendo non si snatura nessuno, non si compiono fughe all’indietro e non si pongono veti autolesionisti che ci manderebbero all’opposizione. In funzione anti-sinistra, i voti della Destra di Alternativa Sociale contano moltissimo. Difficilmente,però, possono essere utili in fase propositiva, quando si tratterà di governare. Berlusconi pare averci visto lungo anche su questo, imbarcherà i voti senza i personaggi scomodi, utilizzando il paradigma delle ali estreme solo contro la sinstra massimalista. Nessuno potrà dire alla Cdl di essersi svenduta ai neofascisti.