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No,non siamo più un paese serio

Ecco,l’ennesima dimostrazione,se ce ne fosse stato bisogno. In un paese serio un ministro della Repubblica non mette quelle magliette. E se lo fa si dimette, perchè il suo è un gesto politicamente poco intelligente. Ma in un paese serio, una persona che dice stronzate viene lasciata dire e guai a chi la tocca. Davanti a una condanna a morte, mi sarei gettato in difesa di chiunque. Anche di un vetero-comunista che critica l’imperialista americano. Ecco, a Calderoli e all’Italia ieri hanno spiegato che la libertà di pensiero non esiste più. Un liberale, un liberale vero, si incazza per queste cose. Di brutto. Perchè fermo restando che libertà non è libertà di offesa, e fermo restando che chi compie degli atti ne risponde personalmente, nessuno ma proprio nessuno può permettersi di venire a casa mia a spiegarmi cosa posso o non posso fare, cosa devo e non devo dire. Se avessi qui Calderoli glielo direi che deve vergognarsi. Ma quando paragonarono il mio Papa a un cane o quando Liberazione accostò Ratzinger ad Abu Graib io non ho rotto nemmeno un bicchiere. Non ho lanciato maledizioni o fatwe, non ho scritto che conquisterò al redazione di Liberazione e vi sgozzerò i presenti. Perchè io sono un liberale, perchè io sono una persona civile. Perchè io voglio un paese serio, dove ognuno ha tutte le libertà del mondo e dell’uso che ne fa risponde.