Tags

Related Posts

Share This

Di Churchill, dell’Occidente e dei Bistrò (non francesi)

Ognuno ha i suoi miti, non c’è niente da fare. Io c’ho la fissa del Regno Unito. Alcuni della Francia. Altri degli States. Altri ancora dell’Europa con la bandiera blu e le stelline a girotondo. Niente di grave (oddio,per la Francia forse si). Gli americani credono che tutto questo bell’insieme di stati vada sotto il nome di Civilized world. Quello che noi chiamiamo Occidente. Che è quello che siamo, quello da dove veniamo e quello per cui combattiamo. Occidente è sinonimo di civiltà, non solo per noi. E oggi  Berlusconi a Milano ha detto che “l’Occidente è uno solo” e “si muove contro il nuovo totalitarismo“. Sempre ottimista il presidente. Ahimè,l’Occidente non si muove unito nemmeno per difendere sè stesso. Di quest’Europa il più grande statista del secolo (Churchill) direbbe: “Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore, avranno la guerra“. Ma noi siamo gente in rivolta, sognatori perenni, pazzi come e più di Erasmo da Rotterdam. Noi ci crediamo ancora nella nostra civiltà, noi ci specchiamo ancora nella nostra tradizione. Noi viviamo ancora nel e per lo Stato di Diritto. Noi non ci vergogniamo di dire che i nostri valori sono quelli della tradizione giudaico-cristiana. Senza per questo voler essere confessionali. E allora firmiamo con orgoglio il manifesto di Marcello Pera, sostenuto anche da quella gran rivista che è Ideazione. E a chi ci da dei “Coglioni di Dio” o dei “Nuovi Coglioni” traducendo letteralmente dal francese le locuzioni “Teo-con” e “Neo-con, io ricordo sommessamente che,in quanto Italiano, nel mio patrimonio genetico c’è anche un pezzo di Lino Banfi. Che nei panni di Oronzo Canà rispose ad un giornalista impertinente: “come se io a lei dicessi “Bistrò” che non vuol dire Bistrò in francese ma Bi-stronzo, due volte stronzo