Tags

Related Posts

Share This

A Sestri, da liberali

di Gionata Pacor Il convegno di Sestri era nato da un’idea di riunificazione dei liberali. Poi è stato trasformato in un convegno dei giovani liberali. Ora è diventato un convegno sull’informazione e sul pluralismo. Spero non si riduca, come leggo in un blog di Tocque-Ville, ad un’occasione per risolvere i problemi organizzativi di Tocque-Ville (http://tocque-ville.splinder.com/1150288939#8381743), perché se Jim Momo debba essere aggregatore di Tocque Ville oppure no non è un problema prioritario dell’Italia, nè del liberalismo italiano e nemmeno dell’informazione italiana. Tudap (tra l’altro pubblicato su http://www.liberalcafe.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1601) auspica che le cose vadano in un altro modo: “la discussione avrà diversi temi (coordinamento tra quotidiani, riviste, editori e think tank; discussione politica; organizzazione della community web; sviluppo de L’Opinione…)” e mi sembra toccare un argomento importante, quello del coordinamento dei media per creare delle sinergie nell’azione politica. Il problema però è… nell’azione politica di chi? Tutti questi media si dovrebbero coordinare per seguire quale “linea editoriale”? Per supportare quali partiti, quali progetti politici, quali posizioni politiche? Sembriamo un esercito che sta serrando le fila senza ancora sapere contro chi e tanto meno per chi si debba combattere. Di sicuro non siamo tipi da organizzare un esercito mercenario per poi metterci a disposizione del miglior offerente… Il primo tema su cui si dovrebbero coordinare tutti questi media allora dovrebbe essere la creazione di un forte soggetto liberale. La creazione del soggetto per cui valga la pena coordinarsi e comunicare. Ci sta provando NeoLib, che ha aperto un sito apposta (www.neolib.it). Ci sta provando il nostro amico Paolo di Muccio con i suoi articoli sull’Opinione. Ci sta provando, da tempo immemore, Giuliano Gennaio sul suo www.liberalcafe.it. Ci sta provando la Destra Liberale, che sul suo sito www.liberaliperlitalia.it ha aperto un’apposita sezione. Ci stiamo provando noi della neonata associazione dei Riformatori Liberali Europei (www.european-liberals.eu), che abbiamo nella nostra prima mozione un punto che ci impegna a collaborare con tutte le proposte fusioniste tra club, associazioni, movimenti e partiti liberali. Ci sta provando Nico Valerio sul suo http://liberali-italiani.blogspot.com/, che canta vittoria per aver riunito 12 associazioni liberali “vere”, ma nel riunificare i liberali non dimentica mai di ricordare che saranno comunque esclusi “i sedicenti “liberali” fattisi eleggere con l’inganno in Parlamento”. Sarà per questa voglia di escludere tutti quelli che secondo lui non sono abbastanza liberali, ma di fatto questo piccolo evento del 10 giugno, questo tentativo di riunificazione dei liberali è stato praticamente censurato proprio da chi oggi qui parla di pluralismo e di coordinamento dell’informazione liberale per dare una maggiore incisività all’azione liberale. Certo, la voglia di unirsi c’è in tutti noi, ma ci si torna a dividere subito quando ci si chiede… “uniti va bene… ma chi sono i liberali? E unirsi… per stare con chi?” In un sistema bipolare i tre criteri con cui si sceglie a chi dare il proprio voto si basano su una valutazione delle persone, dei programmi e delle alleanze. Insomma non si viene valutati solo per chi si è e per cosa si vuol fare, ma anche per “con chi” lo si vuole fare. Ecco che saltano fuori le distinzioni tra liberali di destra, di sinistra o terzopolisti. Facciamo allora una proposta che potrebbe essere la quadratura del cerchio: coordiniamo la comunicazione dei media liberali su una lista liberale per le elezioni europee. Alle europee si vota con il proporzionale puro. Non ci sarà il problema di scegliere una coalizione in quanto lo schema di riferimento non sarà il bipolarismo italiano ma il sistema proporzionale europeo. L’apparentamento a Bruxelles sarà con l’ELDR, il gruppo parlamentare che riunisce i partiti liberali europei. Si potranno superare le distinzioni tra liberali di destra, di sinistra o terzopolisti perché in quelle elezioni dovremo essere liberali e basta. È un tentativo che vale la pena di essere fatto. P.S. Per aderire a questa proposta vi invitiamo ad aderire all’associazione “European Liberals for the Reforms – Riformatori Liberali Europei”. Non è un partito, ma solo un think tank, un club dei Riformatore Liberali. L’adesione per il 2006 è gratuita. Basta mandare una mail con i propri dati personali a alessandrodoni@libero.it o a pacorgionata@aol.com (rispettivamente Presidente e Coordinatore dell’associazione). Chi sarà a Sestri Levante potrà anche compilare i formulari che hanno a disposizione i nostri membri presenti al convegno: Paolo Di Muccio (collaboratore de l’Opinione), Giuliano Gennaio (direttore di Liberal Cafè), Simone Bressan (redazione di Tocque-Ville.it), Pietro Paganini (membro del direttivo del Lymec, il movimento europeo che riunisce tutte le associazioni giovanili liberali europee, per un totale di oltre 200.000 iscritti).