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Tocqueville, la destra che si aggrega

  Al sindaco di Tocqueville, Andrea Mancia, è toccato il compito di illustrare ai giovani universitari di An il progetto di Tocqueville, partendo dagli albori. Iniziando col dire che un blog non è un sito e nemmeno un forum,anche se conserva alcuni pregi di entrambi e continuando spiegando che aprirsi un blog è semplice,ma sopratutto può diventare un’esperienza davvero importante. Tocqueville è stata,fino ad ora, l’unico vero tentativo di aggregare ciò che non è di sinistra nel mondo di internet. C’era indymedia, c’era la sinistra giovanile, c’erano i forum, ma mancava un aggregatore ad ampio respiro che desse voce a centinaia di persone libere che volevano esprimere opinioni fuori dai mainstream media. Lo stimolo,come spesso accade, viene dagli Usa e ci riporta indietro al RatherGate, alla rimozione di un caporedattore del New York Times e alla, più organica, lotta senza quartiere fatta dai bloggers repubblicani al network della radio democratiche. Una lotta svolta con pochi mezzi e tantissimo impegno ma che ha contribuito, secondo alcuni in modo determinante, a spingere Bush verso un secondo mandato alla Casa Bianca. Nasce lì,il sogno di una blogosfera italiana e di un aggregatore costruito intorno al centrodestra ma che non sia megafono di una coalizione, per evitare di perdere i tratti distintivi e rivoluzionari di uno strumento davvero libero, in cui l’autore risponde soltanto ai suoi lettori. Tocqueville dimostra che piangersi addosso non è la soluzione e che per contare davvero basta riuscire a mobilitare e a mobilitarsi e,a parità di mezzi, sarà più facile vincere la sfida sul piano delle idee.