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Tutto intorno ad Israele

La politica internazionale può essere noiosissima, specie se si finisce col fare discussioni che si rivelano poco concrete, strumentali ed accademiche. Interessare un’intera platea di giovani ai rapporti tra Iran e Israele non è assolutamente facile. Carlo Panella ci è riuscito benissimo: spiegando, raccontando, dipingendo il Medio Oriente come un grande quadro impressionista. Colpi di pennello efficaci, colpi di luce qua e là e niente di sistematico, nulla di noioso e cattedratico. L’inizio è lirico e struggente, come la testimonianza di una generazione (la sua) che ha ricevuto dalla storia l’arduo compito di impedire una nuova Auschwitz. Non c’è stata un’altra Auschwitz, non per come la conosciamo noi; ma forse c’è stata una Auschwitz meno evidente ma non per questo meno drammatica. Una Auschwitz con il volto triste e malinconico di migliaia di israeliani costretti a vivere nel terrore di una democrazia assediata dai grandi totalitarismi medio-orientali, dalla teocrazia iraniana passando per il terrorismo islamico. Quello tra Israele, Libano e Palestina, per come lo vede Panella non è un conflitto iniziato con l’obbiettivo di accapparrarsi un territorio, di controllare una città. E’ qualcosa di più, qualcosa di maggiormente complesso: è uno scontro di civiltà tra una democrazia e una teocrazia totalitaria, tra una società fondata sull’uguaglianza e la concezione piramidale del vivere comunitario. Non c’entra la Palestina in questo scontro,così come non c’entrano le rivendicazioni di Hezbollah. C’è solo il progetto iraniano di attacco alla democrazia israeliana, alle sue basi fondanti e, conseguentemente, alle basi dell’occidente stesso. Ma il dramma di Gerusalemme ha segnato profondamente anche la politica italiana perchè Fini con quel viaggio in Terra Santa ha finito per creare uno spartiacque importantissimo per la destra italiana. Una destra che è diventata convintamente filo-israeliana dopo anni di indifferenza e diffidenza verso il popolo della stella di David. A Gerusalemme è nata la nuova destra italiana; la seconda grande svolta dopo la discesa in campo di Silvio Berlusconi è passata per Israele e per le lungimiranza di un grande leader come Gianfranco Fini.