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Uno stop al nuovo consociativismo

  A Ignazio La Russa è toccato il difficile compito di preparare il campo a Gianfranco Fini, di tastare gli umori della platea e di rendere più facile l’attesissimo e difficilissimo intervento del leader di An. La Russa riprende il discorso da Panella e riparte da Gerusalemme. Da quella che lui definisce “una mistificazione mediatica” (FIni non avrebbe mai definito il fascismo “male assoluto”) che ha avuto, però, il merito di porre fine ad un equivoco storico, quello per cui la destra italiana sarebbe rimasta equidistante rispetto alla questione israelo-palestinese. Ma l’approdo è quello della politica interna e l’attacco più duro è per Romano Prodi e la sua politica estera definita “penosa”. Parlare di politica interna,oggi, per Ignazio, significa sopratutto sgombrare il campo da ogni dubbio su una presunta “Grosse Koalition”: “ci proveranno, glielo impediremo” dice perentorio, strappando applausi. L’avvertimento è per la sinistra riformista che cerca qualche apertura ma anche per gli alleati che sembrano fare da sponda: an si opporrà con forza a ogni tipo di consociativismo, perchè l’idea fissa è quella del bipolarismo. Con An protagonista,a destra.