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Dilettanti allo sbaraglio

La serietà al governo. Si era presentato così Romano Prodi agli elettori; aveva deciso di sfidare Berlusconi il guascone a colpi di “professoralità” e di “cultura politica”. Lui,il politico, contro l’imprenditore; quello con metodo contro l’arruffone, quello serio contro il pagliaccio. Quello rispettoso delle procedure contro quello che improvvisava tutto, quello della “centralità del parlamento” contro quello “della dittatura del priemier”. Una bella favola, una delle tante. Questo governo si è dimostrato un’armata brancaleone di bambini viziati. Uno voleva l’indulto, ecco l’indulto. Uno voleva più immigrati, ecco più immigrati. Uno voleva meno passaggi al senato, ecco sette richieste di fiducia in dieci passaggi parlamentari. Peccato che l’indulto sia stato fatto all’italiana e che le città siano già nel caos perchè non sanno dove mettere i condannati che vengono scarcerati e non hanno dove andare, peccato che dopo la regolarizzazione di 350.000 clandestini gli sbarchi siano aumentati in maniera esponenziale e peccato sopratutto che in questo strano paese il Parlamento sia diventato una camera di ratifica dei provvedimenti dei ministri. Nostalgia di Silvio B. Magari lui non era serio,ma il suo governo si.