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Cosa aspetta ad andarsene?

  Ormai è appurato: Tronchetti Provera si è dimesso perchè messo sotto pressione dal governo, perchè non si poteva andare avanti così, “con un presidente del Consiglio che cambia continuamente idea” e “un governo da sudamerica”. Fossero solo le dichiarazioni di un imprenditore arrabbiato non ci sarebbe nulla di male, anzi: normale dialettica italiana. Ma qui c’è di più: c’è un Presidente del Consiglio che interferisce negli affari di una delle più grandi aziende private del nostro paese e combina un polverone. Dimostrandosi al tempo stesso inadatto e pasticcione. C’è tutto il centrosinistra di questi tempi nell’affare Telecom: arruffone, bramoso di potere e incompetente. E c’è tutto il profilo grigio di Romano Prodi: un suo consigliere economico che prepara piani industriali senza il suo consenso (almeno questa è la versione ufficiale), lui che si arrabbia perchè non viene informato e,quando è tirato in causa, bolla tutto come “scelte aziendali”. Tutto questo mentre l’intero mondo finanziario guarda a questo squallido teatrino, che allontana investimeni dal nostro paese, con sincera preoccupazione. Ad uscirne con le ossa rotte è la credibilità di questo governicchio e,di riflesso, quella del sistema paese. Prodi esce sfiduciato dai mercati, dagli operatori finanziari italiani ed esteri e da parte della sua stessa maggioranza (Capezzone in primis). L’unica via seria per imboccare l’uscita dal tunnel sono delle dignitose dimissioni. Da rassegnare al più presto, prima di fare ancora danni.