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Bravo Mario!

“E allora, se vogliono permanere e fare giochini di potere interno (l’assemblea costituente del Pd sabato sarà chiamata ad acclamare il solito organismo interno spartito nel caminetto), che se li facciano senza di noi, questi dirigenti asserragliati nel bunker. Io domani ad ascoltare Veltroni che cambia l’ennesima linea politica alla caccia della permanenza in sella, non ci vado. Andrò dopo, ad ascoltare cos’hanno da dire i delegati. E poi, se ci saranno regole democratiche, a contestare e votare contro l’ennesimo gruppetto di oligarchi nominati e non eletti.” Mario Adinolfi. Parole sante, che avrebbero potuto (e dovuto) uscire anche da tanta parte dei tanti giovani del centrodestra. Perchè una vittoria elettorale non può cancellare il tema politico vero del prossimo quinquennio, la vera sfida culturale e politica insieme, che è quella della democrazia e della partecipazione. Con una legge elettorale a liste bloccate, con partiti senza congressi, senza primarie, senza strumenti meritocratici di scelta ci stanno facendo vivere un gigantesco Truman Show, dove crediamo di contare qualcosa perchè mettiamo una croce su una scheda ma in realtà diventiamo soltanto i grigi esecutori di decisioni prese da altri, in altre sedi, con altri criteri che con la Democrazia non hanno nulla a che fare. Abbiamo subappaltato la cosa più bella che avevamo, quella passione civile che ci fa stare ore a discutere sul “che fare” e quella voglia matta e irrazionale di cambiare le cose. Riprendiamoci il sogno di un paese diverso, prima che sia troppo tardi.