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Lontani dal Loft

  Udine è un pò la cartina di tornasole di quanto accade ai piani alti dell’italica politica. Del Popolo della Libertà preferisco (per ora) non dire nulla: troppo poco sappiamo per dire le tantissime cose che vorremo dire. Quel che accade dalle parti del Pd è, però, sintomatico. Prendete un possibile congresso cittadino del Partito Democratico, metteteci due candidature e non la solita candidatura unica. Due belle candidature, due donne. Da un lato Debora Serracchiani ( e tutti sanno che mi piace molto), dall’altro Maria Letizia Burtulo. Ex Ds la prima, ex Margherita la seconda. E qui il dibattito si ferma, si annienta, ritorna e ridiventa gioco di correnti, di appartenenze, di ideologie. Alla Serracchiani (per cui tifiamo) e alla Burtulo (che ci piace un pò meno) non è stato concesso l’onore di sfidarsi, di confrontarsi, di dibattere sui temi che interessano i cittadini e gli elettori. Il tutto è rimasto circoscritto alla tessera politica di appartenenza e il congresso si è, inevitabilmente, schiantato. Con gli ex margherita che disertano sicuri di perdere e gli ex ds che non se la sentono di fare una prova di forza. Gran maturità la loro. Attenti soltanto a non cedere al ricatto di chi la democrazia, come la felicità, la vorrebbe organizzare ma non la vuole mai veder esercitata. P.s. Voci di corridoio ci raccontano di una Serracchiani che conclude l’assemblea cittadina con le lacrime agli occhi. Ecco, tanta passione, da una parte o dall’altra, non va proprio sprecata.