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Moderne Leggi Razziali

[Premessa per i non-friulani. Ieri la Lega Nord ha ottenuto un risultato molto importante per la realizzazione della “sua” idea di Regione. In Commissione, infatti, è stato approvato un emendamento che introduce il requisito della residenza in Regione da almeno 15 per poter accedere al welfare regionale (nello specifico per le Case Popolari-Ater, l’idea è quella di allargare a moltissimi contributi)] La Lega è certamente contenta e gonfia il petto. Il Pdl, grazie a Dio, prende posizioni un po’ più moderate (non tutti, ad esser sinceri). Quel che resta, in fondo a questa storia, è il sapore amaro di una legge che sancisce il principio per cui se non abiti e lavori qui per 15 anni (quindici!) non hai diritto ad avere una casa. E poi, come se non bastasse, l’affondo (e l’affronto) di una proposta di legge che estende il requisito ai contributi per la prima infanzia, per le persone disabili, per le famiglie. Immagino un immigrato senegalese (dico a caso) che viene qui, lavora onestamente per 6 anni in fabbrica, si sposa e ha un bambino qui. La sua fabbrica chiude, perde il lavoro. E la Regione gli racconta che no, non ha diritto a un fico secco. [Per la cronaca: io sono per garantire i “friulani” inserendo un limite minore (3 anni, 5 anni, 1 anno, fate voi) che eviti fenomeni del tipo “vengo lì e mi faccio mantenere” ma che tratti in maniera civile chi qui viene a lavorare] Settanta anni fa venivano emanate le prime leggi razziali. Non siamo a quei livelli, ci mancherebbe. Ma è una rivisitazione moderna che a me, personalmente, fa rabbrividire.