Tags

Related Posts

Share This

Sondaggio SpinCon [14-23 novembre]

Se si votasse domani mattina, l’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli otterrebbe il 2,1% dei consensi, “rubando” voti al Partito Democratico, al Pdl e pescando nel bacino degli indecisi. E’ quanto rileva l’ultimo sondaggio di SpinCon per Notapolitica che ha testato le intenzioni di voto degli italiani dopo la scissione dei rutelliani dal Pd e l’inizio di un percorso “neocentrista” che vedrebbe coinvolti anche l’Udc di Casini e l’Mpa di Lombardo.

Ad oggi, questo terzo polo varrebbe circa il 10%. Merito delle forze fresche rutelliane ma merito soprattutto di una Udc in ottima forma e in costante ascesa, data al 7,2% e capace di guadagnare nell’ultimo mese quasi un punto e mezzo percentuale. Completerebbe il quadro il Movimento per le Autonomie, costante al 1,1%.

Nella maggioranza di governo rimangono sostanzialmente invariati sia il Pdl al 37,5% in leggero calo rispetto all’ultimo sondaggio, che La Destra in leggera ascesa all’1,9%. Soffre invece la Lega Nord che sembra pagare i “tira e molla” di queste settimane circa i suoi possibili candidati governatori in Veneto (Zaia) e Piemonte (Cota). E proprio grazie al malcontento della base in queste due regioni, il partito di Bossi perde l’1.2% rispetto all’ultimo osservatorio politico. Nel centrosinistra perde qualche decimo di punto il Pd (-0,7%) e ritorna seppur di poco sotto quota 28.

Perdono qualche decimale anche l’Italia dei Valori (-0,3%) e i Comunisti (-0,4%) che si fermano rispettivamente al 6,1% e all’1,7%. Torna sopra il 2%, Sinistra e Libertà  e rimangono stabili all’1,5% i Radicali. I nuovi Verdi in solitaria rimangono costanti attorno allo 0,3%.

Con questo ultimo osservatorio politico, Spincon ha testato anche il gradimento di un’ipotetica Lista Grillo. Secondo i risultati in nostro possesso, un movimento di questo tipo non andrebbe oltre lo 0,6%. Un dato che deve far riflettere, soprattutto tenendo in considerazione il fatto che si tratta di un sondaggio effettuato sul web e che quindi tende a sovrarappresentare il cosiddetto “popolo della rete” e i suoi movimenti.