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«My name is Barack H. and I am an alcoholic»

Immaginate una riunione degli Alcolisti Anomimi in cui tutti i membri si presentano ubriachi e con scorte extra di vino, birra e liquori per tenersi allegri. Ora immaginate che lo stesso gruppo di ubriaconi abbia il potere di prendere decisioni economiche – per migliaia di miliardi di dollari – a carico dei cittadini di tutto il mondo. Questo assurdo scenario riassume brevemente la Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite che inizia oggi (per finire il 18 dicembre) a Copenhagen. Malgrado il fatto che l’intera conferenza sia fondata sulla credenza che l’attività  dell’uomo – e soprattutto guidare automobili e volare con gli aerei – stia provocando l’emissione di gas serra che presto ci uccideranno tutti, plutocrati di tutto il mondo hanno mobilitato più di 1,200 limousine e 140 aerei privati per viaggiare da e per Copenhagen nelle prossime due settimane. Quando non si sollazzeranno con la più antica professione del mondo, i conferenzieri negozieranno un trattato in grado di succedere al Protocollo di Kyoto del 1997, che obbligava le nazioni più sviluppate a ridurre, entro il 2012, le loro emissioni di gas serra del 5% al di sotto dei valori di riferimento del 1990. Quale è stato, dunque, il risultato di questi impegni sulla riduzione delle emissioni presi a Kyoto? Secondo i dati delle Nazioni Unite, tra il 2000 e il 2006 i 27 firmatari europei hanno aumentato le loro emissioni dello 0,1%. Il Canada, addirittura, ha fatto registrare un’aumento delle emissioni del 21,3%. Mentre gli Stati Uniti, che non avevano ratificato il trattato – visto che il Senato aveva votato 95 a 0 per non imbrigliare l’economia americane con regolamenti costosi da cui Cina e India erano esplicitamente esentate – hanno di fatto ridotto le proprie emissioni del 3% nello stesso periodo.

Continua (in inglese), su The Foundry, il blog della Heritage Foundation