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Perspective

Date un’occhiata ai grafici qui sotto (via Anthony Watts). Il primo è quello che vi spacciano da decenni sui mainstream media, magari un po’ ritoccato per renderlo più drammatico. L’hockey stick che dimostrerebbe come il processo d’industrializzazione – e dunque l’uomo – sia responsabile diretto del surriscaldamento terrestre. Anche senza taroccare i dati (in questo caso si tratta di misurazioni affidabili), la prima impressione è che i catastrofisti abbiano ragione, almeno se ci limitiamo agli ultimi 500 anni.

Se andiamo indietro nel tempo, però, la “great global warming swindle” emerge in tutta la sua gigantesca evidenza. Nel secondo grafico si nota benissimo il Medieval Warm Period che i climatologi-truffatori cercano sempre di nascondere (perchà© basterebbe, da solo, a falsificare la loro teoria).

Nel terzo si vede la Little Ice Age che lo ha preceduto, e si iniziano a intuire gli sbalzi di temperatura – anche vistosi – degli ultimi 5000 anni.

Nel quarto si capisce perfettamente che per quasi tutto l’olocene (l’epoca geologica più recente, iniziata circa 11.700 anni fa), la temperatura è stata più alta di quella che abbiamo oggi.

Nel quinto si vede chiaramente la terra emergere dall’ultima era glaciale e diventare come la conosciamo ora (agricoltura e civilizzazione compresa).

Osservando il sesto e ultimo grafico, infine, qualsiasi essere senziente (non Al Gore, dunque) è in grado di comprendere come siano le glaciazioni lo “standard” del nostro pianeta negli ultimi 500.000 anni, mentre i periodi di “pausa” durano, in genere, “appena” 10.000 anni. Come scrive Watts: «siamo parecchio fortunati a vivere in questo raro, caldo periodo della storia climatica terrestre».