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Ospiti di Gente Unica

«Sono un poliziotto dei servizi segreti e dell’Fbi». E ha mostrato tesserini e stemmi. Per questo il 78enne Giovanni Rubino, residente a Palazzolo dello Stella, è stato condannato ieri a otto mesi di reclusione (pena sospesa) dal giudice monocratico del tribunale di Udine Daniele Faleschini. Era accusato di possesso di segni distintivi contraffatti. Si era opposto a un decreto penale di condanna a 4.560 euro di ammenda in sostituzione di quattro mesi di reclusione. Ieri al processo ha testimoniato uno dei carabinieri che si erano occupati del caso quando, nel gennaio di due anni fa, una persona vicina di casa dell’anziano aveva chiamato i carabinieri perché lamentava dei problemi con lui. Proprio davanti ai rappresentanti dell’Arma, Rubino esibiva segni distintivi e contrassegni con la placca metallica della polizia italiana e un biglietto da visita che aveva anche la scritta Fbi Usa. L’avvocato Giovanni Geremia di Portogruaro, che ieri aveva chiesto l’assoluzione del suo cliente (non presente al processo), anche rifacendosi alla deposizione del testimone che ha chiarito come la placca metallica della polizia fosse finta e acquistabile alle bancarelle, ha sostenuto la mancanza del dolo, l’assenza dell’elemento oggettivo del reato perché era evidente che il contrassegno fosse falso; quindi ha sostenuto anche la mancanza dell’elemento psicologico perché non c’era alcuna intenzione di trarre in inganno qualcuno. Un caso di megalomania, in poche parole. «Chi può credere che una persona di 76 anni sia in servizio?», ha spiegato il difensore, che ora farà appello alla sentenza.

Messaggero Veneto, 4 Febbraio 2010