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Centrodestra cercasi

Houston, abbiamo un problema. Un problema serio. Certo, non come la corsa per diventare capogruppo del PdL alla Camera, però insomma noi ci teniamo. Questo partito è strano. Vestito a festa durante le conventions pare pure amerikano. Con il palchetto, lo sfondo, le luci, le musichette, il bla bla bla tipico delle migliori kermesse a stelle e strisce e il duello Fini-Berlusconi. Ok,è vero: mancano i palloncini, i coriandoli, il cappello da texano, i popcorn, Sarah Palin e altre 400 cose (tra cui il burro d’arachidi) per cui ti accorgi di essere all’auditorium della Conciliazione e non a Dillon, Texas. Fatte queste debite premesse, alzi la mano chi non lo aveva sognato un partito così: dall’Msi ai bordi dell’Udc passando per Storace e Santanchè. Un epopea fusionista che i Tocquevillers come me teorizzavano da quando San Drobondi era ancora comunista. E poi, diciamolo, il Pdl è la cosa più vicina ad un partito anglosassone che si fosse mai vista in questo bizzarro paese che va in guerra come alle partite di calcio e viceversa. Accade, però, che dopo un paio d’anni di vita vissuta in quel geniale incubatore che si chiama fase transitoria e che, perfettamente in linea con le usanze di qui, è transitoria tanto quanto la presenza di Andreotti in Parlamento; accade dicevo che i due leader si mettono a litigare. Berlusconi contro Fini e, peggio, colonnelli contro colonnelli, gli uni contro gli altri armati. Con Berlusconi che si chiede “ma quante legioni ha Fini?” e l’altro che gli ricorda che il direttore del Giornale di suo fratello, che è amico di un cugino dello zio di Gianni Letta, un giorno gli ha detto che la sua abbronzatura così bella non era. In tutto questo naufragare nemmeno così dolce, uno si aspetta dai due nostri leaders transitori una guerra senza esclusione di colpi per dimostrare chi è più di destra. Ti aspetti citazioni di Reagan, Thatcher, Goldwater, Hayek. Brami per una frasetta simpatica su George Bush o Sarah Palin, sogni che ti invitino in Italia Aznar o David Cameron e alla fine accetteresti pure un francese come Sarkozy. Ma Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sono molto più avanti di tutti e si spingono chilometri oltre le tue aspettative. E, così, ti ritrovi Vladimir Putin come nuova icona liberale e Nancy Pelosi come modello. Centrodestra (quello vero) cercasi.