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La madre di tutte le battaglie

Comunque la vediate, le tasse sono un problema. Sono un problema per i governi che le devono alzare per far tornare i conti e sono un problema per i cittadini che le devono pagare. Ma sono anche uno dei pochi strumenti di contrattazione vera tra popolo e governo. E’ sulle tasse, sulle mani dello stato nelle nostre tasse, che si gioca la partita più importante, quella della libertà. In molti, in troppi, continuano a credere che questa sia una battaglia tutta interna al centrodestra. Non è così. Se il centrodestra è sempre stato l’alveo naturale in cui le idee anti-stataliste si sono sviluppate è altrettanto vero che nessuno ha gli occhi foderati di mortadella: dal 1994 ad oggi abbiamo assistito ad una girandola di governi e di uomini di governo. Nessuno di loro è stato in grado di fare una cosa tanto semplice, quanto dirimente: abbassare con convinzione la pressione fiscale. Non entriamo nel merito delle buone intenzioni di ognuno, ma ci teniamo a precisare una cosa: pagare il 60% di quel che guadagniamo allo stato è ingiusto e immorale. Anche e soprattutto alla luce dei servizi che questo stato ci offre. Servizi che sono con ogni probabilità così scadenti proprio perché nessuno ha mai messo in discussione la loro unica fonte di sostentamento: le tasse che i cittadini pagano. Rilanciare il tema dell’oppressione fiscale in un paese statico come l’Italia è l’unico modo vero per aprire un dibattito vero, schietto e sincero sul nostro futuro. Noi abbiamo iniziato a Prato e poi a Roma, con i primi Tea Party antitasse ispirati al movimento americano. Chi ci sta, adesso, deve farsi sentire. Mandate una mail (info@t-party.it), date la vostra disponibilità, fatevi vedere. Restiamo in contatto: contro le tasse, per la libertà. Sito internet: http://www.t-party.it Pagina Facebook: T-Party Mail: info@t-party.it