Cronache innevate

La neve tira fuori il meglio, ma pure il peggio di sé. I bambini sono in festa, specie se le scuole rimangono chiuse e mancano pochi giorni al Natale: l’atmosfera ne guadagna. Gli adulti la prendono con filosofia o si mettono in fila a dire la propria tra una lamentela ed un’accusa. Poco importa se la Protezione civile abbia messo in guardia i viaggiatori e soprattutto i conducenti di mezzi pesanti, l’importante è fare cagnarra non appena le condizioni – meteorologiche – lo permettono. Tra le tante cose, per anni ci siamo messi paura con gli inverni di una volta scomparsi chissà dove, il mondo è alla deriva e il clima a ramengo: in compenso abbiamo dimostrato che quando la brutta stagione e il freddo fanno capolino, riusciamo a fare e dire di peggio.

Succede qualcosa di simile anche in Gran Bretagna, terra certamente non abituata alle abbondanti nevicate per quanto da qualche inverno a questa parte il fenomeno si è fatto più intenso. Ieri l’aeroporto di Heathrow è rimasto chiuso, a Gatwick si sono registrati ritardi e così i due cuori principali dei trasporti aerei londinesi hanno lasciato a terra migliaia di persone, pronte a far ritorno a casa per le feste o a partire per le vacanze. La differenza tra noi e loro, però, sta nello stile.

Le polemiche non sono mancate, soprattutto nei riguardi della British Airways, la compagnia di bandiera, per i tanti voli cancellati dai tabelloni. La gente si è radunata negli scali e li ha trascorso la notte, alla meglio. In molti hanno chiamato le radio, soprattutto la BBC, per manifestare il “disappointment”, delusione o disappunto per quanto andato in scena. Il tabloid The Sun si è divertito con il solito gioco di parole: “Whitemare before Xmas”, l’incubo bianco prima di Natale.

Eppure la maggior parte dei media più che far risuonare la grancassa delle accuse, è impegnata a dare indicazioni precise sullo stato delle strade, delle ferrovie e dei cieli. Mentre il vescovo di Lichfield, il reverendo Jonathan Glendhill, l’ha presa con filosofia, o meglio con religione: a chi è rimasto bloccato dalla neve e non è riuscito a raggiungere i negozi per gli acquisti o è in trepidante attesa che i corrieri espressi recapitino i pacchi prima del 25, ha ricordato che le chiese rimangono sempre aperte.

Dopo tutto, è Natale.