Non raccontare l’America

Non sono riusciti a trattenere la penna. E la tastiera. Una sparatoria, in Arizona, una deputata democratica. Pro-aborto e a favore della riforma sanitaria. Anche anti-Pelosi, anti-immigrazione e sostenitrice del diritto di portare armi (ma questo non diciamolo che offusca il quadro).

E quale migliore occasione per sbrodolare un po’ di luoghi comuni sui Tea Party, sull’America, su Sarah Palin? Quando mai gli ricapita un’occasione così? Era da Dallas e dall’omicidio di Kennedy che i nostri illustri commentatori presunti americanologi non avevano un rigore da tirare in una porta vuota di queste dimensioni.

Sarah Palin diventa, in meno di mezz’ora, il mandante morale del tentato omicidio di Gabrielle Gifforrds. Lo ha detto Corriere.it, lo ha rilanciato Repubblica.

Vittorio Zucconi, splendido come al solito nel non riuscire a dire qualcosa di sensato, inizia il suo fondo di oggi così: “era da poco passato mezzogiorno, nell’Arizona dove il sangue bolle più in fretta del tè e le pistole parlano più forte della legge”. Non è nemmeno luogo comune, è proprio incapacità di fare il proprio mestiere.

Zucconi spiega perché la colpa è della Palin e dei Tea Party accusando la destra americana di tutto quello che ha detto la sinistra americana (e mondiale) su George W Bush negli ultimi dieci anni. Lì era critica politica, qui istigazione a delinquere.

La verità non è quella che vi stanno raccontando e per cercare di capire come sono andate realmente le cose, leggetevi la stampa americana, anche quella di sinistra. Oltreoceano sono un po’ più fortunati di noi e riescono a scrivere giornali autorevoli anche senza articoli come quelli di Vittorio Zucconi e dei quattro pseudo-intellettuali che ci capita di dover sopportare.

 

p.s: l’unico racconto onesto della vicenda lo trovate da Christian Rocca.