Intervista a Leonardo Facco

Leonardo Facco ha scritto un libro su Umberto Bossi dopo aver conosciuto Umberto Bossi. E ha messo a nudo le pecche della Lega Nord perché lui, la Lega, l’ha vissuta da dentro. Tutto si può dire meno che Umberto Magno – La vera storia dell’imperatore della Padania non sia un libro da leggere per avere un altro punto di vista, diverso ed originale, sul fenomeno Lega. Abbiamo intervistato per voi l’autore e ci siamo fatti raccontare direttamente da lui che cos’è diventata oggi la Lega Nord e perché Umberto Bossi ha tradito le speranze dei tanti che l’hanno votato e lo votano ancora.

Partiamo dal tuo libro su Umberto Bossi ma, più diffusamente, sulla Lega. E’ un libro scritto da qualcuno che c’era e non da un’analista esterno. Ecco: cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla Lega?
Mi ha spinto, oltre vent’anni fa il messaggio totalmente innovativo che Bossi  proponeva e che si può sintetizzare in due slogan: “Basta Roma, Basta Tasse”, “Padroni a casa nostra”.

La Lega dei primissimi anni – tu ne sei testimnone – si è caratterizzata per essere, almeno a parole, un partito a trazione liberista, anche se di un liberismo un po’ semplicistico. Cos’è cambiato?
E’ cambiato tutto, oggi è protezionista, clientelare, parassitaria. Tutto ciò è la dovuto alla vicinanza al potere. Diceva Locke: “Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente”. Più si frequentano le stanza dei bottoni e più si diventa regime.

Gli elettori della Lega sono gli stessi di allora o, a sostanziale parità di percentuali, il corpo elettorale della Lega è cambiato?
Il corpo elettorale è cambiato. Nel 1996, 4 milioni di persone hanno votato a favore della secessione e tutti costoro erano praticamente al di sopra del Po. Oggi, la lega prende voti in Umbria, nelle Marche, in Emilia e li prende solo perché gli italiani vedono nella Lega l’unico partito contro l’immigrazione “selvaggia”.

D’Alema definì la Lega una costola della sinistra, Berlusconi la considera l’alleato più fedele, Casini bene o male ci governa in qualche ente locale. Dove sta la  verità? Che partito è la Lega?
E’ il partito di Bossi, sua proprietà assoluta. Lui, il capo, sceglie le strategie che più gli convengono. Bossi non ha mai avuto un progetto politico, ma da grande tattico ha fatto, di volta in volta, le scelte più utili per arruffianarsi politici ed elettori. Dopodiché, è chiaro che ogni compagno di strada imbarcato aveva anch’esso il suo interesse ad allearsi temporaneamente col Carroccio.

Come tutti i partiti della seconda repubblica ha una vocazione lideristica forte. C’è un dopo Bossi per la Lega? E se sì, c’è un identikit?
No, secondo me non esiste un dopo Bossi, proprio perché Bossi non ha mai avuto interesse ad avere un successore in vita. Ora che è malconcio, sta puntando sul figlio Renzo (detto il Trota), che ovviamente non ha alcuna autorevolezza nel partito.

Tutti concordano su un fatto: se si torna a votare la Lega fa il pieno. Ma perché, nonostante non abbia portato a casa i risultati per cui da anni lotta? Come fa ogni volta Bossi ad interpretare così bene la pancia dell’elettorato del nord?
Sì farà il pieno. Perché nell’immaginario collettivo è il partito che si batte contro gli islamici e gli immigrati in genere. Dopodichè, anche in questo campo – basti pensare alla Bossi-Fini – i risultati sono stati disastrosi e gli immigrati non sono mai stati fermati o seriamente regolamentati.

Tremonti è diventato leghista, la Lega è diventata tremontiana o in realtà sono sempre stati la stessa cosa?
Non sono e non sono mai stati la stessa cosa. Anche qui vale il gioco delle convenienze reciproche. A Bossi, interessa essere legittimato da Tremonti, a quest’ultimo interessa l’appoggio leghista in vista di una successione a
Berlusconi.

Tu, da libertario, se fossi costretto per forza a scegliere,in Italia che partito sceglieresti?
Nemmeno con la pistola alla tempia sceglierei un partito in questo paese.

Meglio Berlusconi o Bossi?
Premesso che per entrambi ho ribrezzo, meglio il primo.

Pensi che un libro come il tuo che mette a nudo gli abissi di un movimento possa essere scritto per tutti i partiti che stanno in parlamento o qualcuno di trasparente ancora c’è?
Ad oggi, solo sul Movimento5stelle sarebbe difficile scrivere qualcosa, dato che è nato un anno fa. Guardi ad esempio  l’ultimo caso fra i partiti tradizionali, quel “Futuro e Libertà” che ha come leader Fini. Beh, hanno già scritto peste e corna no? Guardi pretendere che il Parlamento sia composto da onesti è come pretendere che un bordello sia composto da vergini. Lo diceva Roberto Gervaso.

C’è molta gente che vota Lega perché spera ancora di sconfiggere il romanocentrismo di questo paese e di dire basta alle inefficienze del nostro stato pachidermico. Cosa dici a questi elettori?
Rispetto gli elettori, ma sono ben contento di non farne parte. Per usare un eufemismo, ad ogni buon conto, non posso che definirli “illusi”.

Al di là delle appartenenze politiche, qual è il tuo giudizio su un ministro come Maroni?
Maroni lo conosco, sono stato querelato da lui ed ha perso. E’ come tutti gli altri colonnelli: arrivista e furbo.

Il prossimo libro che ti piacerebbe scrivere?
Sto lavorando a due libri: uno che dà un’interpretazione libertaria del mitico Sherlock Holmes; un altro che sul fatto che l’Italia non è un paese per liberali. Quale finirò prima, però, non lo so neppure io.

Grazie mille e un saluto ai vostri lettori.