Citofonare De Bortoli

Berlusconi, la Giunta rinvia l’esame.
Ruby e la busta con 5000 euro.
Lombardia, la Minetti sotto assedio.
L’Istat: in Italia una donna su due è senza lavoro.
A Washington sventola bandiera della Palestina.
Usa-Cina, un vertice per cambiare clima.
In Tunisia, prove di governo.
Usa, esplosione in diretta tv.
Attacco cardiaco al Mullah Omar.
L’omicidio Vassallo diventa un fumetto.
Roma, ucciso con tre colpi di pistola al volto.
Apple senza limiti.
Geisha a chi? Le donne in Giappone guadagnano più degli uomini.
Cassino, gelo sul Modello Mirafiori.

Sono tutti i titoli che -alle 15.00 di oggi –  un lettore di Corriere.it deve scorrere per arrivare alla notizia del militare italiano morto in Afghanistan.Giusto prima di “Paderno, muore l’operaio che avrebbe dovuto sposarsi” e “L’Obesità si batte con l’astuzia”.

Ieri sera a Ballarò, Paolo Mieli – direttore di Rcs Libri – ha sentito il bisogno di ricordare a tutti che “oggi è morto un soldato in Afganistan. Da quando faccio questo mestiere è la prima volta che questa notizia finisce in coda. Anche oggi qui non se ne parlerebbe. Non perché siamo tutti insensibili, ma perché siamo tutti impazziti”. Secondo Mieli, poi, la sua “non è una botta di demagogia”.

Lo ringraziamo per la pregevole lezione di giornalismo, ma la prossima volta farebbe prima a digitare l’interno di un altro suo collega del gruppo Rcs (Ferruccio De Bortoli) e richiamare l’attenzione del primo quotidiano nazionale su un problema che gli sta così tanto a cuore.