In Afghanistan

Luca Sanna muore nel giorno dell’esplosione del caso Ruby, tanto che giornali e telegiornali si dimenticano in fretta del soldato che perde la vita in quella terra lontana, dove si combatte per la Libertà. Così mentre l’Italia in Italia si occupa d’altro, l’Italia in Afghanistan lavora e si prodiga perché nel mondo ci sia più serenità, più pace, più giustizia e sempre meno tirannie.

Quell’Italia afghana si comporta da vera nazione, da Paese vero. Non fa differenza tra terroni e polentoni, tutti devono fare la loro parte, tutti hanno un obiettivo comune, tutti si aiutano a vicenda e spesso, a vicenda, muoiono per la causa. Oggi tutto questo è romanticismo, quasi fantascienza. E invece è realtà, questo accade anche ora, mentre c’è chi legge dall’altra parte di un innocuo schermo di un computer queste parole così poco d’attualità.

L’Italia in Afghanistan uccide chi odia la Libertà, la libera espressione, il libero diritto di critica, la libertà religiosa, i diritti ed i doveri delle donne, la pace. Quei soldati, nel loro piccolo, che poi proprio piccolo non è, portano fieri la nostra bandiera come sinonimo di democrazia e di eguaglianza. In mezzo a quella sabbia tentano di portare un po’ di ossigeno combattendo i cattivi: i talebani.

Così mentre la magistratura cerca di capire la vita privata di Berlusconi e mentre lo stesso Premier, messo alle strette, ha un così grande bisogno di discolparsi pubblicamente in un video messaggio divulgato nelle sue reti private, l’Italia in Afghanistan tira dritta per la sua strada, spesso versando il sangue di giovani, meno giovani, inesperti o veterani che siano.

Nord, Sud, politicanti, giornalisti (giornalai), burocrati, magistrati, qui l’Italia, ahimè non la vedo. Ne scorgo le macerie, il corpo, ma non l’anima. Quelle formiche così operose che stanno in prima linea e vengono spesso schiacciate da qualche uomo nero, quelle sì che le riconosco. In loro vedo quello spirito che spesso, torna in Patria chiuso in una bara avvolto nel tricolore.

 

Edoardo Costantini, Laureato in Comunicazione Internazionale all’Università per Stranieri di Perugia ha iniziato la sua carriera di giornalista scrivendo per un giornale locale(il “Corriere dell’Umbria”) occupandosi principalmente di calcio. Sport, politica, cinema, musica e letteratura sono le sue principali passioni anche se non sa quanto il giornalismo come professione possa soddisfarlo a pieno. Come tanti ragazzi è disoccupato, ma non ne fa un dramma. Semplicemente, si cerca un lavoro