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Concavo e Convesso

Silvio Berlusconi ha sempre sostenuto di aver costruito la sua fortuna grazie alla capacità di essere convesso con i concavi e concavo con i convessi. Anche in politica è andata così e la sua forza è stata quella di saper tenere insieme – a fatica e tra mille vicissitudini – un popolo moderato eterogeneo e pronto a spaccare il capello in quattro su ogni questione.

Parafrasando il ritornello berlusconiano verrebbe da dire che è stato popolare coi democristiani e riformista coi socialisti, prendendo il meglio e il peggio di tutti e shakerandolo per bene in quel contenitore multicolore che è stata prima Forza Italia e poi il Popolo della Libertà.

L’ultimo attacco della magistratura e del circo mediatico militante, però, ha irrigidito il Cav. Niente più adattamento all’avversario ma muro contro muro e scontro frontale. Qualcuno lo starà consigliando in questo, anche se andrebbe spiegato a Berlusconi che accanto alla strategia giudiziaria dovrebbe sviluppare una più fine strategia politica.

Scegliere di andare allo scontro finale con i giudici di Milano può significare, agli occhi dell’opinione pubblica, scendere in campo contro la magistratura e contro tutto un sistema giudiziario. Purtroppo non siamo nel 1994, Berlusconi non ha più 58 anni e la vita politica con le sue mille mediazioni ha logorato anche il più grande innovatore della politica italiana.

Oggi, Silvio Berlusconi, sta facendo esattamente quello che i suoi fedelissimi si aspettano. E questo è un problema perché non era mai accaduto: Forza Italia, il Predellino, la campagna elettorale del 2001, la manifestazione per le regionali. Il Cavaliere è stato il numero uno perché è sempre stato in grado di sparigliare, di inventarsi mosse che a tutti sembravano avventate. Lo faccia anche oggi, non ascolti nessuno. Si difenda, se crede di essere innocente: dai pm, in tv, a Ballarò. Ovunque. Vada e racconti la sua versione dei fatti. Lo deve a sé stesso ma anche a chi l’ha votato.