Agenda Ferrara

Secondo le ricostruzioni dei vari retroscenisti di palazzo alla corte di Silvio Berlusconi si starebbe consumando in questi giorni l’ennesima guerra tra bande. Finché il ragionamento si è fermato ad ex democristiani contro ex socialisti, ex aennini contro ex forzitalici, amici di questo contro compagni di quello, ne siamo laicamente rimasti fuori. Oggi -stando ai “si dice”- a dibattere sarebbero falchi contro colombe, piazza e dialogo, Brambilla e Giuliano Ferrara.

Vista dal nostro punto di vista la questione è molto più semplice e si può riassumere in una dicotomia tanto banale quanto riassuntiva della temperie del momento: da un lato ci sono i movimentisti ad oltranza, dall’altro quelli che vogliono ritornare alla politica.

Quando Forza Italia nacque, nel 1994, non fu soltanto la genesi di un partito-azienda, di un kit  per il candidato e di una gigantesca operazione pubblicitaria. Fu anche questo, senza dubbio, e lo fu in modo così perfetto che sarà trasmessa ai posteri come ipotesi di scuola. Ma Forza Italia è stata, sopra ogni cosa, l’approdo naturale di molti che non avevano mai avuto cittadinanza politica. Per la prima volta un partito in grado coscientemente di affermare che voleva ridurre lo stato e non ingrassarlo rischiava di andare al governo non con ruoli marginali ma con l’onere di imporre l’agenda.

Cos’è successo dopo è storia di questi anni. La politica che Forza Italia voleva cambiare, ha cambiato Forza Italia e sono finiti in soffitta tutti i sogni di liberalizzazioni, sburocratizzazioni, tagli a spese e tasse. La sponda sinistra del nostro paese non è stata in grado, nel mentre, di elaborare una possibilità alternativa reale e così, 17 anni dopo, siamo al punto di partenza. Oggi come allora, sul tavolo, ritornano i temi della spesa pubblica, del peso dello stato, delle troppe tasse.

Berlusconi può scegliere se ascoltare i falchi che gli indicano la piazza e lo scontro tra poteri o le colombe che lo invitando a ripensare un’agenda per la crescita. Sappia però una cosa: al di là delle distinzioni manichee, seguendo i falchi sceglierà la conservazione, dando ascolto alle colombe metterà i ferri in acqua per la rivoluzione.