Falchi e colombe

Vorrei tanto poter scrivere parole definitive su questo Mario Monti. Persona di profilo altissimo, non c’è dubbio. E non c’è dubbio nemmeno sul fatto che la situazione straordinaria in cui ci troviamo richiede soluzioni straordinarie. Ieri mi sono svegliato colomba, molto colomba. Mario Monti e basta, a cosa serve discutere? C’è l’uomo, c’è il consenso attorno all’uomo, ci sono le cose da fare.

Stamattina invece mi sono svegliato un po’ più falco. Se è Mario Monti l’uomo di cui potremmo aver bisogno, mi chiedo se sia questa la sintesi politica migliore per il paese. A cosa serve (se serve) un governo tecnico che tecnico non è e che spera di trarre la sua forza dalla somma di alcune debolezze endemiche della nostra classe dirigente? Possono i terrorizzati dalla mancata ricandidatura, il Pd che teme Renzi, i terzopolisti che non saprebbero cosa fare in caso di elezioni e un numero altissimo di peones consci di non rivedere mai più uno scranno parlamentare rappresentare una base sufficiente a reggere e difendere un governo in un momento così delicato?

Ma soprattutto: qual è il programma di questo esecutivo? Il centrodestra nel 2008 ha detto di voler fare delle cose. Alcune le ha fatte, altre no. Per questo motivo è senza maggioranza. Nel paese e in Parlamento. Ma cosa vorrebbero fare questi qui? A chi risponderebbero? Con quali logiche e secondo quali priorità? E soprattutto: chi stabilisce l’orizzonte temporale?

Forse la soluzione sta nel mezzo. Serve uno straccio di governo, uno qualsiasi, che adotti le misure richieste dall’Europa e dalla Bce e ne garantisca l’attuazione. Poi, portato a casa il minimo sindacale, ognuno dica con chiarezza al paese quali sono le ricette e gli uomini per attuarle. E lasciamo che i cittadini scelgano.