Non votatela

Il 14 Dicembre di un anno fa, alla Camera, si consumò lo strappo definitivo tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Un anno dopo quel voto di fiducia, la politica è chiamata nuovamente a scelte probabilmente decisive. La manovra disegnata dal Governo Monti non è una partita neutra. Siamo davanti all’ennesimo bivio e i partiti dovrebbero essere chiamati ad assumersi alcune responsabilità.

Il centrodestra ha sempre sostenuto alcune cose. Nella sua azione di governo, molto spesso, gli annunci programmatici sono rimasti materia buona solo per qualche titolo di giornale. Grazie a questo sostanziale disallineamento tra quanto promesso e quanto attuato, il Governo Berlusconi e, più in generale, il centrodestra hanno visto ridursi il proprio consenso fino alla crisi ampiamente annunciata di qualche settimana fa. Mai, dal 1994 ad oggi, abbiamo corso così da vicino il rischio di vedere il blocco liberalconservatore assecondare scelte in pieno contrasto con la sua carta dei valori, il suo pantheon politico e il suo programma elettorale.

Ai parlamentari del Pdl variamente impegnati a commentare questa manovra ci  permettiamo di dare un consiglio spassionato: non votatela. Non mettete la vostra firma su questo scempio. Se non trovate il coraggio politico per un voto negativo (cosa del tutto legittima) perlomeno scegliete la via dell’astensione e di una presa di distanza che non potrà produrre effetti, ma che avrà il merito di segnare una testimonianza. Non votatela.