British Racism?

Sabato scorso, al teatro dei sogni di Manchester, è andata in scena una classica del calcio inglese, la partita tra i Red Devils padroni di casa e il Liverpool. For the records, la vittoria è andata al Manchester United per 2-1. Ma non è del match che voglio disquisire, bensì di ciò che è avvenuto pochi istanti prima dell’inizio, al momento della canonica stretta di mano tra le due squadre: succede infatti che la punta del Liverpool, l’uruguaiano Luis Suarez, si rifiuta di stringere la mano al capitano dello United, il francese di colore Patrick Evra, come ripicca per un episodio risalente alla partita di andata, quando Evra accusò Suarez di ripetuti epiteti razzisti nei suoi confronti. Per questo motivo, dopo un’indagine della Federcalcio inglese, al giocatore del Liverpool furono comminate ben otto giornate di squalifica.

Fin qui i fatti, a cui aggiungo una doverosa premessa: Suarez si è comportato in modo completamente idiota e ha commesso un gesto inqualificabile. Detto questo, ho trovato scandaloso il modo in cui la stampa italica ha trattato questo brutto episodio, dando esplicitamente a Suarez del razzista, inventandosi di sana pianta un presunto razzismo di fondo dei tifosi del Liverpool e infine generalizzando il problema su TUTTA la società d’oltremanica, strumentalizzando (e poteva non essere così?) i famosi riots dell’estate scorsa. Ma andiamo con ordine.
 
Il razzismo di Suarez. Ribadisco con forza, a scanso di equivoci, che la punta dei Reds si deve vergognare per non aver stretto la mano al collega Evra, ma faccio sommessamente notare come nella formazione del Manchester United di sabato scorso fossero presenti altri tre o quattro giocatori di colore (basta vedere le immagini), e a questi Suarez ha tranquillamente offerto la propria mano… quindi credo che il suo problema fosse di natura personale con Evra per ciò che era successo all’andata e NON con il colore della pelle di Evra stesso. Non mi pare una ricostruzione priva di fondamento, ma forse sono io ad essere in malafede.
In buonafede comunque non era certo il giornalista, che, sull’inserto della Gazzetta dello Sport di martedì, documenta il razzismo di Suarez in maniera illuminante: Suarez è sostanzialmente un razzista perchè ai Mondiali di calcio sudafricani del 2010 causò un rigore a favore del Ghana con un fallo di mano, venendo, come da regolamento, espulso. Solo che il Ghana sbagliò il penalty, si andò ai rigori e lì fu l’Uruguay a prevalere, accedendo alle semifinali. Capito che dannato razzista? Ha commesso un fallo di mano CONTRO una squadra africana!
 
Tifosi del Liverpool. Secondo Stefano Boldrini, sempre della rosea, i tifosi del Liverpool sabato hanno coperto di ululati razzisti Evra ad ogni tocco di palla. Anche qui siamo davanti ad una incredibile manipolazione della realtà: è vero infatti che Evra veniva beccato ad ogni giocata, ma il razzismo non c’entra proprio per nulla. Se il giornalista in questione seguisse la Premier, anche solo in televisione, si accorgerebbe che i fischi contro un particolare avversario sono all’ordine del giorno, per qualsiasi motivo: da una precedente militanza nella squadra avversaria, da un fallaccio, da un’espulsione rimediata in FA Cup o addirittura l’anno precedente. I fischi dei tifosi dei Reds SICURAMENTE non si riferivano al colore della pelle di Evra, tanto è vero che i vari Ferdinand, Young e Wellbeck (tutti dello United) non sono stati minimamente toccati dai “buh” dei supporters avversari, che sono storicamente così razzisti da aver idolatrato per anni gente come John Barnes o Paul Ince, persone di colore e bandiere del Liverpool, di cui hanno indossato (per anni!) la fascia di capitano.
 
Riots agosto 2011. E’ giusto non sottovalutare il problema, ovviamente anche in Gran Bretagna, ma non dimentichiamoci che il problema dell’integrazione razziale è comune in tutta Europa, e diverse sono state le ricette per affrontarlo. A me pare di poter dire senza timore alcuno che il sistema inglese, per quanto imperfetto e sicuramente migliorabile (Cameron ha già convocato un vertice), sia quello che meno danni ha provocato, specie se pensiamo alle banlieue francesi (con tanto di Marsigliese fischiata durante un Francia-Algeria a Parigi), per tacere del sistema tedesco o dell’italico non-sistema d’integrazione e di accoglienza indiscriminata.

Per concludere: secondo noi Suarez non ha dato la mano ad Evra non perché è di colore, ma perché è francese.