Su i piccoli

Non si arresta il trend negativo della fiducia al governo Monti. Anche se, rispetto all’ultima settimana, il premier sembra almeno aver rallentato una perdita di consensi che sembrava disastrosa. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Spincon.it per L’Opinione, il job approval premier è sceso di quasi un punto percentuale, passando dal 46,8% al 45,9%. Un calo modesto, che lascia comunque Monti ben al di sotto della “linea di galleggiamento” del 50%. Molto peggio la performance del governo nel suo complesso, con il numero di cittadini italiani che hanno un’opinione positiva del suo operato in discesa dal 41,7% al 40,8% (-0,9% anche in questo caso). 

Più o meno stabili, rispetto alla scorsa settimana, anche i dati relativi all’intensità del giudizio su Monti e il suo governo. Restano pochissimi gli elettori che esprimono un’opinione “molto positiva” (7,8% per Monti, 3,3% per l’esecutivo), mentre quelli che hanno un giudizio “molto negativo” rappresentano più di un quinto dell’elettorato per il governo (22,1%) e poco meno per Monti (19,6%). 

Applicando la metodologia utilizzata dal sondaggista americano Scott Rasmussen per calcolare il “presidential approval index”, cioè sottraendo le opinioni “molto negative” a quelle “molto positive”, lo spread accusato da Monti è arrivato a -11,2%, mentre quello del governo è (in leggerissima ripresa) al -18,8%. 

Passiamo ora al sondaggio sulle intenzioni di voto. Osservando i dati di Spincon.it, si notano alcuni leggeri spostamenti – tutti nell’ordine di qualche punto decimale – che vale la pena analizzare. Nel centrodestra, la situazione è variabile. Il Pdl cresce leggermente rispetto alla scorsa settimana, passando dal 22,9% al 23,1% (+0,2%), ma resta abbondantemente al di sotto dei suoi numeri alle ultime elezioni politiche (o europee). Cala, come era prevedibile, la Lega Nord, che passa dall’8,2% al 7,5% (-0,7%), anche se questa emorragia di consensi, secondo Spincon.it, è molto meno sensibile di quanto fatto registrare da altri istituti di ricerca. La Destra, infine, continua a sfoderare performance molto positive. E questa settimana arriva addirittura al 3,2%, con una crescita dello 0,7%. L’opposizione “senza se e senza ma” del partito di Francesco Storace al governo tecnico sembra pagare, almeno nel breve periodo. 

Segno negativo, invece, per due dei pilastri di un’ipotetica coalizione di centrosinistra. Il Partito democratico perde lo 0,8% e si ferma al 24,5%. E perde consensi (in proporzione, ancora più del Pd) anche l’Italia dei Valori, che scende al 6,1% (-0,6% rispetto alla scorsa settimana). Stabile al 7,4% (+0,1%) Sinistra Ecologia e Libertà.

Se a sinistra non si ride, dalle parti del Terzo Polo le cose non vanno affatto meglio. Futuro e Libertà si ferma al 3,5%, perdendo lo 0,2%. E perde qualcosa anche l’Udc, che passa dal 6,9% al 6,6%. Marginali i risultati delle altre componenti della coalizione centrista: Mpa non supera lo 0,6%, mentre l’Api si ferma addirittura allo 0,3% (con un trend molto negativo, visto che i consensi alla formazione di Francesco Rutelli si sono più che dimezzati nell’ultimo mese).

Grandi sorrisi, al contrario, tra alcune delle formazioni “minori” (ma neppure tanto) che non trovano una collocazione strutturale nelle tre coalizioni maggiori. Crescono tutti: i Verdi con un +0,3% passano dal 2,1% al 2,4%; i Radicali (che, insieme a La Destra, sono il partito con il trend più positivo della settimana), arrivano al 2,4% (+0,7%); Fds, l’unione tra Rifondazione comunista e Comunisti italiani, torna al 2,0% (+0,1%); il Movimento 5 Stelle, di cui si è parlato molto negli ultimi giorni, tocca quota 6,2%, guadagnando lo 0,4%.

Il sondaggio di Spincon.it si chiudeva con due domande specifiche, tese a comprendere l’orientamento dell’elettorato leghista dopo lo scandalo sull’utilizzo “allegro” dei finanziamenti pubblici. Anche in questo caso, il risultato del sondaggio è interessante. Rispetto all’ipotesi di una leadership unica affidata a Roberto Maroni, il popolo della Lega Nord si è dimostrato molto ricettivo. Il 65,7% degli elettori che hanno votato Lega alle elezioni europee del 2009 afferma che la propria propensione a rivotare per il Carroccio anche alle prossime elezioni politiche sarebbe “maggiore” con Maroni alla guida del partito, contro il 3,1% che esprime un’opinione opposta e il 31,2% che si dichiara “neutrale”.

Un risultato molto positivo, per l’ex ministro dell’Interno, a cui consigliamo di dare un’occhiata anche ai risultati della seconda domanda, che indagava sulle ipotesi di coalizione. Secondo Spincon.it, il 36,7% dei leghisti vorrebbe che il partito si presentasse da solo alle elezioni, ma esattamente il 50% preferirebbe una Lega alleata con le altri formazioni del centrodestra (il 31,1% solo con il Pdl; il 19,9% anche con l’Udc). I risultati completi di questo sondaggio saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito di Spincon.it, ma già da questo dato è possibile impostare un ragionamento politico non banale.

Andrea Mancia e Simone Bressan per L’Opinione, 18-04-2012