Blue is the colour

Avevo quasi terminato di scrivere una panoramica molto sintetica sui prossimi playoffs NBA, quando la voce famigliare del buon Massimo Marianella mi risveglia dai miei pensieri sulla palla a spicchi d’oltreoceano. Senza molte speranze spengo il laptop e mi accomodo davanti alla televisione, convinto, come molti penso, di assistere all’ennesimo show della banda di Guardiola.

La vittima sacrificale stavolta doveva essere il Chelsea, non la mia squadra inglese preferita, ma si sa, in Europa si tende a tifare per le squadre del proprio Paese del cuore. Ora, dopo 90 minuti con il cuore in gola, posso gridarlo: solo una squadra inglese poteva riuscire in questa impresa europea. Una partita soltanto difensiva, quella dei blues, ma cos’altro avrebbero potuto fare? I blaugrana la palla non la mollano, e il Chelsea si è rintanato nella propria area di rigore nella migliore interpretazione possibile dell’assedio a Fort Alamo, con Drogba novello Davy Crockett.

Ha perso Cahill dopo 10 minuti, ha preso il primo gol, poi il secondo, è rimasto in dieci ma non ha smesso di lottare, anzi, si è compattato ancora di più e ha trovato la via della rete con Ramires. Nel secondo tempo ha subìto un calcio di rigore, fallito da Messi, e ha resistito eroicamente fino al 90′, quando el Nino Torres ha trovato la prateria giusta verso la Terra Promessa. I miei pensieri ora sono tutti per loro: i vari Terry, Lampard, Drogba, Cole hanno un’ultima, grande occasione per vincere quella Champions che manca al loro palmares, almeno a livello di club: accantonati da Villas Boas, sono stati loro l’anima blues in questa serata magica, sacrificandosi per la causa (Terry), facendo il terzino (Drogba), raddoppiando tutto il centrocampo catalano e stoppando più volte la pulce argentina (ah, si chiamano Falkland..).

Questo è lo spirito guerriero-calcistico inglese, che tanti di noi vorrebbero vedere anche con la maglia bianca dei Tre Leoni, almeno occasionalmente, incarnato perfettamente dal match giocato dal Chelsea stasera: quante squadre sotto 2-0 al Camp Nou e in inferiorità numerica si sarebbero sciolte come neve al sole? Invece in terra tedesca ci andrà una squadra inglese, pur priva del proprio capitano (strano destino, quello di JT), e del magnifico per abnegazione e grinta Raul Meireles, non a caso ex-Liverpool, entrambi squalificati. Ma questi sono problemi di domani, stasera nei pub del quartiere c’è chi festeggerà: blue is the colour, football is the game, we’re all together…