Beaten L.A.

I Playoffs NBA entrano nella fase caldissima, con la Western Conference che ha già designato i nomi delle proprie finaliste. A contendersi il pennant saranno i San Antonio Spurs e gli Oklahoma City Thunder che si sono sbarazzati rispettivamente dei Los Angeles Clippers e dei Los Angeles Lakers. In un colpo solo quindi la città degli angeli perde entrambe le sue squadre, aggiungerei in maniera che più netta non si può. I Clips sono stati spazzati via dagli Spurs con un perentorio 4-0, e ora le domande sulla reale consistenza di Blake Griffin (bimani, alley-oops e tomahawks a parte) assumono un diverso significato. Blake diventerà sicuramente una superstar, ma per il momento la strada appare ancora molto lunga, specialmente se si considera il rendimento difensivo, la conoscenza del gioco e la varietà dei movimenti offensivi. Il confronto con Tim Duncan, in tal senso, è stato davvero imbarazzante. Anche Tony Parker ha stravinto il proprio duello con CP3, anche se il play dei Clippers si presentava a questa serie in cattive condizioni fisiche.

Per arrivare in finale di Conference gli Spurs hanno impiegato otto partite, una in meno dei propri rivali di OKC che hanno massacrato i Lakers per 4-1. Troppo giovani, profondi e talentuosi i ragazzi di Scott Brooks, mentre per i gialloviola siamo all’ennesima resa dei conti: coach Brown dovrebbe salvarsi, ma state certi che Kobe pretenderà la testa di qualcuno su di un vassoio d’argento, sia a livello dirigenziale (il GM Kupchak?) che a livello di squadra ( Gasol è l’indiziato numero 1).
Tornando al basket giocato, la finale si presenta molto incerta e altrettanto spettacolare: due squadre dal background simile (il coach Brooks e il GM Presti sono entrambi di scuola Popovich), molto complete e con tre All-Star a testa. Esperienza dei Texani contro gioventù dei Thunder, Parker contro Westbrook, Duncan e Durant, il barba Harden e Ginobili: prevedo una serie lunga e spettacolare, soprattutto per i puristi del gioco.
Diciamoci la verità: chi vince questa serie porta a casa l’anello, perchè dall’altra parte della barricata non si vedono alternative credibili. I Miami Heat senza Bosh non sono competitivi in una serie al meglio delle sette partite: LeBron e Wade possono vincere da soli un paio di partite (vedi gara 4 contro i Pacers), ma alla lunga sono destinati a soccombere; Philadelphia e Indiana sono buone squadre, ma ancora troppo inesperte a livello di playoffs, per non parlare di NBA Finals. L’unica squadra della Eastern a poter costituire una contender valida sarebbero i Boston Celtics, ma bisognerà valutare se, e in che condizioni, arriveranno a giocarsi il titolo. In ogni caso, per quanto i Big Four siano ancora in corsa, appaiono inferiori nel complesso alle due finaliste della Western Conference.
Chiudiamo con una barzelletta: la dirigenza degli Orlando Magic ha dato il benservito al coach Stan Van Gundy, giurando però che Dwight Howard non ha influito in alcun modo su questa decisione.