Se ci siete

Da queste parti si è sempre creduto che, in fondo, non ci fosse una casta composta da magistrati in lotta contro il resto del mondo. Si è sempre pensato, con un pizzico di ingenuità, che come in tutte le umane cose, esistessero magistrati perbene e altri un po’ meno. Che i primi non fanno politica, perseguono i reati senza andare sulla stampa, giudicano in modo equanime. I secondi, invece, sono più interessati alle prime pagine del giorno dopo che alle ultime righe della sentenza. Quel che conta è la sala stampa della procura gremita di flash, una bella telecamera da fissare, slide da far scorrere neanche fossimo ad un convegno di medici e un sacco di indiscrezioni. Tante, con i tempi giusti, contro le persone giuste.

Ieri Gigi Buffon ha detto delle cose talmente ovvie che non dovrebbero fare scalpore in un paese civile. Ha detto che se sei appena stato interrogato, il verbale della tua deposizione deve stare sul tuo tavolo e, al massimo, su quello del tuo avvocato. Comunque, in ogni caso, non deve essere comodamente scaricabile dall’homepage di Corriere.it. Per averlo detto si è beccato una querela? Una risposta piccata dell’ANM? No, nemmeno per sogno.

Ha dovuto subire quello che tocca a molti politici, manager, gente comune. L’ennesimo spiffero, infamante, con un’informativa a suo carico. E lui che non è indagato, finisce comunque in prima pagina al grido “Le scommesse milionarie di Buffon”. 

Se ci siete, cari magistrati onesti, alzate la testa e gridate il vostro sdegno. Perché quanto sta accadendo (almeno) dal 1992 è uno spettacolo davvero insostenibile per una democrazia degna di tal nome. Battere un colpo ora è il solo modo per dimostrare che una magistratura seria in questo paese c’è e va tutelata, difesa, incoraggiata. Altrimenti rassegniamoci al dubbio di un Buffon che scommette e alla certezza di un sistema giudiziario inaffidabile.