Galan e le palle

Dio solo sa quanto KrilliX avesse creduto (e sperato) nella rivoluzione liberale, nello “spirito del ’94”, nella sconfitta dello statalismo e della prevaricazione del pubblico sul privato. 

Dio solo sa quanto KrilliX avesse creduto (e sperato) nel progetto di creare un bel partito del centrodestra, composito, bislacco ma unito, maggioritario, vincente che avrebbe potuto trasformare gli italiani da sudditi in cittadini.

Dio solo sa quanto le speranze di KrilliX siano andate deluse in 18 anni di fallimenti.

Ma è proprio per questo che sentendo le minchiate di Giancarlo Galan, a KrilliX sono venute le pustole e un attacco di rabbia. Ma che vuol dire augurarsi che gli ex An se ne vadano dal Pdl? Cosa intende Galan? Forse che il fallimento della rivoluzione liberale è dipeso dal freno della destra sociale? Delle due l’una: o Galan è un marziano o è in cattiva fede.

Perché, semmai, lo “spirito del 94” è morto infrangendosi sulla politica economica di Tremonti, sui ricatti para statalisti del (costoso quanto finto) federalismo  leghista, sul corteggiamento di Casini e dei suoi impicci, sul conflitto d’interessi del Cav, sui privilegi della casta dei burocrati di stato, sulle barricate della magistratura dipendente etc etc.

I liberali erano 4 gatti e non hanno nemmeno fatto un buon lavoro. Una bella dose di responsabilità ce l’hanno anche quegli amministratori locali (sindaci e governatori) che pur predicando amore per la libertà e l’antistatalismo si sono fatti irretire per lustri dal sistema della spesa pubblica. E che ora, invece, di utilizzare il potere di esternazione sui giornali per rilanciare un progetto nuovo di speranza e libertà, si riducono a beccarsi con i compagni di partito come i polli di Renzo.

KrilliX vorrebbe sommessamente dar loro una notizia: la sconfitta dello spirito del 94 è loro. E’ di chi ha governato in prima persona senza cambiare nulla per quasi  vent’anni. Forse avevano buone intenzioni, ma ci hanno lastricato una via per l’inferno. Non c’è tempo per una prova d’appello. Ora tocca a qualcun altro. E sinceramente KrilliX crede che alla stragrande maggioranza degli italiani importi davvero poco da dove questo “qualcun altro” arrivi. Interessa molto di più sapere dove intenda andare e, soprattutto, che abbia le palle per compiere il cammino.