Il ritorno del pirata

Pagare per ascoltare musica? Non più. Almeno questa sembra essere il piano di Kim Dotcom (al secolo Kim Schmitz), il corpulento fondatore del fu Megaupload, che ha lasciato un grande vuoto nei cuori e nelle casse dei piccoli pirati domestici di praticamente tutto il mondo. Sugli antecedenti e le modalità sospette della lunga diatriba legale che lo ha visto protagonista, pare essersi fatta ormai chiarezza, tanto che il primo ministro della Nuova Zelanda alla fine ha dovuto cedere e scusarsi con lui. Motivo? I servizi segreti neozelandesi hanno portato avanti un’attività di spionaggio illegale per stanarlo.

Ma tutti i guai e le vicende legali non hanno certo fatto svanire in Kim Dotcom il pallino di mettere i bastoni tra le ruote alle major della discografia mondiale. Oltre al rilancio di Megaupload in una versione rinnovata, è stata annunciata un’altra ambiziosa operazione, che potrebbe essere il più gradito tra i regali di Natale per centinaia di milioni di utenti e si chiama Megabox. A dire il vero il nuovo nemico delle case discografiche era stato ampiamente annunciato, ma il dominio di Megabox venne messo sotto sequestro per via del caso ancora in piedi contro Dotcom.

Entro la fine del 2012, tutto dovrebbe partire come previsto. E le premesse suonano bene. Lo scorso giugno Dotcom dichiarava a TorrentFreak: “Sono assolutamente entusiasta di cambiare l’industria della musica per sempre e di dare il potere agli artisti”. E il discorso non fa una piega, tanto che alcuni artisti di spicco si unirono alla battaglia già lo scorso anno, quando prestarono voce e notorietà a Mega Song, brano celebrativo in difesa del progetto del pirata Kim, tra loro anche Kayne West e P Diddy.

Ma come si fa a restituire il potere agli artisti? Semplice, secondo Dotcom è tutta questione di pubblicità. La musica va distribuita gratuitamente e gli artisti devono essere i protagonisti assoluti, nonché quelli che ricavano maggiormente dai contenuti da loro creati e che vengono diffusi sul web. Togliamo di mezzo le major, chiamiamo a raccolta le pubblicità. Dovranno essere proprio le pubblicità a garantire lo stipendio agli artisti. All’utente la scelta. Puoi decidere di non essere disturbato dalla pubblicità e comprare il contenuto per godertelo in santa pace, o puoi decidere che tutto sommato il messaggio promozionale non ti disturba, e accedere al contenuto gratuitamente. Il che suona come un buon compromesso.

E nel frattempo sta girando on line il video che mostra come il team di Dotcom è impegnato a pieno ritmo nel progetto Megabox. Della serie, stiamo lavorando per voi.