The Great Uniter

Entrata in vigore dell’Obamacare, scandalo sulle intercettazioni indiscriminate della NSA e abusi dell’IRS contro le organizzazioni “non allineate”. Sono questi gli eventi degli ultimi mesi che sembrano aver risvegliato la maggioranza dei cittadini statunitensi dal torpore neo-statalista in cui molti di loro (soprattutto tra le fila democratiche) erano precipitati dopo la crisi finanziaria del 2008.

Questo, almeno, è quello che emerge da un sondaggio realizzato da Gallup, secondo il quale 6 americani su 10 (il 60%) credono che il governo federale abbia “troppo potere”. Questa convinzione è maggioritaria negli Stati Uniti ormai dal 2005. Ma, soprattutto dopo la prima elezione di Barack Obama nel 2008, Gallup ha iniziato a registrare una profonda divisione su base partitico-ideologica. Un “punto di rottura” che emerge chiaramente dal grafico che pubblichiamo in questa pagina.

Oggi, l’81% dei Repubblicani e il 65% degli Indipendenti credono che i poteri del governo federale si siano spinti troppo in là, mentre solo il 38% dei Democratici è della stessa opinione. «Una divisione – notano gli analisti di Gallup – che si è accentuata dalla fine della seconda amministrazione Bush ad oggi». Proprio, insomma, quando alla Casa Bianca è stato eletto “The Great Uniter“.

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