SuperBowl a NY: la squadra punk-rock e la sfida a “Omaha”

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Ancora poche ore di pazienza e gli appassionati di Football Americano sparsi per il globo celebreranno il loro Rito annuale: quest’anno le luci si accenderanno al MetLife Stadium di New York, città scelta dalla NFL per ospitare l’edizione numero 48 del SuperBowl.
A contendersi l’agognato Anello saranno i Denver Broncos, campioni della AFC grazie alla vittoria sui New England Patriots, opposti ai Seattle Seahawks, laureatisi campioni della NFC battendo i San Francisco 49ers. Entrambe le contendenti arrivano al Grande Ballo pronte a tutto per centrare la vittoria finale, ed entrambe coltivano legittime ambizioni di titolo.. Vediamo perchè.

Peyton Manning è il protagonista più atteso: MVP indiscusso della Regular Season, ha macinato record su record guidando con maestria i suoi Broncos e zittendo chi non credeva più in lui dopo l’annata interamente saltata, due stagioni orsono, a causa di un infortunio al collo. A onor del vero, già l’anno scorso il team del Colorado era competitivo ai massimi livelli, ma solo una follia difensiva nell’overtime contro i Baltimore Ravens aveva impedito a Manning di fare strada nei playoffs.

Quest’anno le cose sembrano diverse: il GM John Elway, che di football FORSE capisce qualcosa, ha fornito al suo QB una batteria di ricevitori all’altezza, rinforzato la difesa e ha affidato le chiavi al buon Peyton, che a suon di grida ”Omaha” (gruppo di schemi preferito) ha condotto i Broncos dritti a New York, nello stadio dove suo fratello Ely è di casa, essendo il QB dei New York Giants..
Classica storia all’americana: due anni fa Ely Manning vinse il proprio secondo SB a..Indianapolis, nello stadio dove il QB era all’epoca il Big Brother Peyton.. inutile dire che a casa Manning sperano in una compensazione, anche perchè il QB di Denver, di SB, ne ha vinto soltanto uno, almeno fino a domani sera.

I Denver Broncos sono a mio parere i naturali favoriti in questa sfida: dell’attacco abbiamo detto, ma attenzione a non sottovalutare la difesa, che ha letteralmente annichilito i Patriots di Tom Brady e il suo (malconcio) attacco nella Finale della AFC, concedendo sì due touchdown, ma quando il match era già ai titoli di coda da un bel pezzo.

Attenzione però: dall’altra parte non ci sono degli underdogs che sperano nel miracolo, ma una manica di pazzi ben consapevole della propria forza, che può infiammarsi o deprimersi con una sola giocata, sia offensiva che difensiva.

I Seattle Seahawks sono una squadra punk-rock: un bravo QB di nuova generazione, Russel Wilson, giocatore interessantissimo che alterna giocate di lancio a schemi di corsa in cui sembra un vero RB. In alternativa troviamo Marshawn Lynch, RB tanto bravo a correre quanto bravo nel trash-talking, vera specialità della casa in cui però il maestro nei Seahawks è tale Richard Sherman, CB al terzo anno nella Lega. A dispetto del pedigree universitario (proviene da Stanford, non l’ultimo dei junior college), lo Sherman non disdegna la provocazione prepartita, postpartita e durante la partita.. si va dalle memorabili esultanze dopo una propria bella giocata imitando le mosse dei suoi avversari, all’aggressione verbale ad una giornalista colpevole di aver criticato la difesa di Seattle, fino all’inseguimento degli avversari diretti negli spogliatoi per ”ricordare” loro che avevano appena perso contro i Seahawks.

Chiaro che con personaggi così persino la flemma olimpica di Manning può essere messa a dura prova: pare strano, ma a mio avviso questa è una delle chiavi di lettura più importanti in questa Finale: Denver deve cercare di prendere subito in mano le redini del gioco, cercando di non fare ”accendere” la difesa di Seattle che vive e si esalta con sacks, incompleti, buone marcature e pressione sull’attacco avversario. Per arrivare a ciò credo che Manning si affiderà più del solito al gioco di corse, tattica che ha funzionato alla perfezione contro i San Diego Chargers nel secondo turno della post-season. Piccoli guadagni, drive molto lunghi per mangiare il cronometro e avvicinarsi alla end-zone, per poi scatenare il braccio di Peyton verso i WR Demaryius (sic) Thomas (marcato presumibilmente proprio da Sherman: si prevedono scintille) e l’esperto ex-Patriot Wes Welker, secondo me il vero protagonista a sorpresa in questo Superbowl.

Dal canto loro i Seattle Seahawks hanno un’unica strada a mio parere: devono tenere Manning sulla sua sideline il più a lungo possibile. Al QB di Denver non piace il clima freddo (le sue statistiche calano visibilmente quando si va sottozero), il suo attacco se prende ritmo diventa oggettivamente inarrestabile e a quel punto per i Seahawks sarebbero dolori.
Se Wilson e soci (per questo Lynch sarà fondamentale) riusciranno nell’impresa di non far giocare i Broncos anche la maggior freschezza dell’attacco di Seattle potrebbe giocare un ruolo nell’evolversi della partita.

Altro aspetto da non sottovalutare sarà che per la prima volta entrambe le squadre non giocano tra le mura amiche: tra le due contenders è Seattle che potrebbe soffrirne maggiormente sia dal punto di vista meteo (nella Grande Mela farà freddo, un clima più simile a quello di Denver che a quello della Rain City), sia dal punto di vista ambientale, visto che Seattle è uno degli stadi più caldi della NFL (con tanta di maglia n.12 ritirata dalla franchigia in onore del dodicesimo Seahawk in campo, il pubblico).
Concludo con l’analisi del come sempre atteso Half-Time Show, quest’anno affidato a Bruno Mars:quindi niente fanciulle discinte con cui dilettarsi nell’attesa del secondo tempo..sarà per il prossimo anno!

Dimenticavo il mio pronostico: Denver Broncos campioni non senza difficoltà, Peyton Manning MVP che raggiunge il fratellino Ely a quota due Anelli rendendogli la pariglia nel suo stadio e appassionati di Football, come sempre, in brodo di giuggiole e già in attesa che arrivi settembre 2014 per l’inizio della nuova stagione.
Buon divertimento.