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Diario Mondiale/ Inferno, sola andata

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Steven Gerrard quest’anno ha commesso due errori: con il primo ha regalato lo scudetto al City, con il secondo ha condannato l’Inghilterra all’eliminazione dal Mondiale. Facile buttargli la croce addosso, oggi. La verità è che rimane un campione cristallino ma gli anni corrono anche per lui. E corrono gli anni da quel 1966 che rimane stampato addosso come un’incredibile maledizione: difficilmente dopo quella vittoria l’Inghilterra è riuscita ad essere competitiva ad una competizione importante.

Anche oggi un delirio perfetto. Difesa inguardabile, Hart un disoccupato che prende 4 gol in due partite con 4 tiri in porta, attacco evanescente. Si sblocca Rooney che segna il suo primo (e ultimo) gol durante un mondiale ma si inceppa tutto il resto. L’Inghilterra è lenta, prevedibile, noiosetta e senza un minimo di verve. Si capisce subito che non è serata: gli inglesi cantano l’inno con un decimo della passione che ci mettono Suarez e compagni. E l’inno inglese è dieci volte più bello.

Né io né Michele, quest’anno, abbiamo pensato potesse essere l’anno giusto. Però così sbagliato era davvero impossibile da immaginare.