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E’ successo, così, improvvisamente: il Sun va in edicola e le procaci ragazze di Page 3 non ci sono più. Per più di quarant’anni quella che nel giornalismo che fu era la pagina dedicata agli articoli di prezioso lignaggio, tra elzeviri, commenti, racconti e cultura, sul tabloid londinese la terza pagina incorniciava le procaci forme di una giovane britannica, accompagnate da brevi didascalie che consentivano al lettore di conoscerne il nome, l’età, il luogo di provenienza, i passatempi. Chi ha avuto modo di visionare il materiale, come il sottoscritto, può assicurare per esempio che la cittadina costiera di Bournemouth (Dorset) ha un’alta concentrazione di modelle “stampate” su Page 3.

 

Da qualche tempo in UK i movimenti femministi sono in fermento non solo con il Sun, ma anche con riviste quali FHM (la sigla sta per For Him Magazine) e chiedono a gran voce che vengano levate dalle edicole o almeno oscurate al pari delle sigarette (che in catene come WHSmith sono nascoste da una tendina dietro alla cassa). Rupert Murdoch con il trascorrere degli anni è uno squalo dalle mascelle stanche, il suo gruppo editoriale ha attraversato la tempesta del phone hacking scandal – il defunto News of the World altro non era che l’edizione domenicale dal Sun – e insomma ha ritenuto che ormai Page 3 non avesse più ragione di esistere. Chissà, magari resterà colpito da questo accorato appello lanciato via Twitter:

Le ragazze di Page 3 erano una via di fuga dalla noia giornaliera, perché come recitava quella battuta della serie “Yes, Prime Minister”, ai lettori del Sun poco importa di come vadano le cose, finché hanno un paio di tette. Ma pare vadano di moda le femministe. Chiamale donne…