Should I stay or should I go?

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La campagna di Jeb! assicura che inizia ora la fase 2.0 [link] e che il reboot a cui sottoporranno candidato e relativo messaggio riuscirà a rovesciare una situazione che appare ormai disperata. Anche blogger non pregiudizialmente contrari all’ex governatore della Florida come Erick Erickson di Townhall [link] e John Hinderaker di Power Line [link] si iscrivono alla lunga lista di quelli che ritengono sia giunto il tempo di fare le valigie.

I numeri sono onestamente impietosi: l’ultimo sondaggio Fox assegna a Jeb un modestissimo 4%, dietro a Carson, Trump, Rubio e Cruz e a pari merito con Kasich e Paul; non propriamente due accreditati come favoriti. Rovesciare un trend che appare inesorabilmente puntare verso l’abisso è operazione praticamente impossibile. Anche se non ha tutti i torti Ed Rogers quando sul Washington Post [link] ricorda che questo è pur sempre il Partito Repubblicano e lui è comunque il più brillante del clan Bush. Senza dimenticare che l’ultima volta che il GOP ha vinto un’elezione presidenziale senza un Nixon o un Bush nel ticket dei candidati era il 1928 [link]. O trovano alla svelta un Nixon come vicepresidente oppure conviene ammettere che per Jeb non è ancora finita.

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