Palmetto Polls

Mentre a livello nazionale, nelle ultime settimane, lo status di frontrunner di Donald Trump sembra essersi leggermente incrinato (nel grafico qui sotto l’andamento della media dei sondaggi nell’ultimo anno), l’ultima rilevazione statistica sulle primarie repubblicane in South Carolina – previste per il 20 febbraio – risale ormai a quasi tre settimane fa. E non si tratta di numeri particolarmente rassicuranti per il fronte ABT (Anybody But Trump).

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Nella media di RealClearPolitics, infatti, The Donald conquista il 36,0% dei consensi, staccando il suo diretto inseguitore, Ted Cruz (19,7%) di oltre 15 punti percentuali. Dietro alla coppia di testa, in doppia cifra, Marco Rubio (12,7%) e Jeb Bush (10,0%) si piazzano leggeremente davanti a Ben Carson (8,7%) e molto davanti alla nuova icona della stampa anti-repubblicana (non solo negli Stati Uniti), il governatore dell’Ohio, John Kasich che – con il suo 2% nel Palmetto State – sfodera una performance sullo stesso livello di chi ha già avuto il buongusto di ritirarsi dalla corsa (Rand Paul, Mike Huckabee, Carly Fiorina e Chris Christie). Questa prolungata assenza di sondaggi in arrivo dalla South Carolina è piuttosto inusuale, in questo momento della corsa. Anche perché la situazione potrebbe non essere più quella – smaccatamente favorevole a Trump – di qualche settimana fa.

Oggi, sul sito del Weekly Standard, Bill Kristol ha diffuso i dati di un sondaggio riservato di cui è entrato in possesso («an honest and competent pollster», dice) che vedrebbe Trump sempre in testa (con il 32%), ma tallonato da Cruz al 26% e da Rubio al 20%. Con Bush (10%) e Kasich (2%) invece in linea con la media RCP. Ora, Kristol non è certamente un osservatore neutrale, soprattutto rispetto alla candidatura di Trump, ma se questi numeri fossero accurati si tratterebbe, è quasi inutile sottolinearlo, di uno scenario piuttosto diverso da quello “ufficiale”. Uno scenario che renderebbe incerti ed emozionanti gli ultimi giorni di campagna elettorale in South Carolina: uno stato che assegna la bellezza di 50 delegati e che è senza dubbio molto più rappresentativo dell’elettorato repubblicano nel suo compesso di quanto non lo siano Iowa e New Hampshire.