Resistere!

Anche per rincuorare il nostro Simone che mi è sembrato un po’ troppo giù di morale dopo l’ultima tornata di primarie ho cercato di concentrarmi sull’altra faccia della medaglia per cercare di capire se Trump è veramente così forte come viene percepito.

Incominciamo proprio dall’analisi di questo Super Tuesday che si è concluso da poco.
Sicuramente Trump è il vincitore nel conteggio degli stati ma se proviamo a rimettere l’orologio indietro di qualche giorno, guardando i sondaggi, avremmo scoperto che Trump si sarebbe dovuto portare a casa da un minimo di otto ad un massimo di undici stati. Il conteggio finale invece ha visto prevalere The Donald in “soli” sette stati. Fra questi inoltre il margine di vittoria è stato sotto i 3 punti percentuali in Arkansas, Vermont e Virginia.

Nonostante alcuni endorsement importanti, primo fra tutti quello di Chris Christie, se guardiamo il dato aggregato del voto popolare di tutte le primarie che si sono tenute fino a questo momento vediamo che la percentuale raggiunta da Trump è quella del 34,2. Un dato abbastanza sbalorditivo a pensarci bene che può sicuramente essere sufficiente a garantirgli la nomination ma è lontano anni luce dal dato del 49 percento millantato dall’ultimo sondaggio della CNN.

Ad oggi secondo Real Clear Politics Trump ha dalla sua 319 delegati, Cruz 226 e Rubio 110. Se ci aggiungiamo anche Kasich (25) e Carson (8) il fronte anyone but trump per ora ha 50 delegati in più. Non resta che resistere, resistere, resistere.

Gira inoltre in rete un sondaggio secondo il quale solo il 27 percento degli elettori è a conoscenza della mancata presa di distanza di Trump da David Duke e il Ku Klux Klan e ben il 55 percento non ha mai sentito parlare dei principali scandali in cui è coinvolto. Non è difficile intuire come queste percentuali potranno salire con una campagna mediatica ben orchestrata negli stati in cui si svolgeranno le primarie.

Insomma fermare Trump non sarà certo un’impresa facile ma forse non è poi così invincibile visto che ancora oggi, all’apice del suo successo, sembra avere molti punti deboli. Quindi parafrasando Arnold Schwarzenegger in Predator “se può sanguinare può essere ucciso” resta solo da capire quale strategia sarà la migliore: o quella di cercare di restringere il più possibile il numero di candidati per andare verso un testa a testa oppure quella di lasciare tutti in gara per cercare di sottrarre quanti più delegati possibili a Trump per poi portare la battaglia finale e risolutiva alla convention.