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A.i.F./ Week 5

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Negli States tutti sono concentrati sulla corsa alla White House. 24/24 6 giorni su 7. Si, perché la domenica – cascasse il mondo – è la giornata da santificare al football. E così sia.

Week 5 ricca di sorprese e grandi emozioni prima fra tutte il ritorno del – a parere di molti, non il mio – GreatestOfAllTime: Tom Brady. Sarà contento Simone Bressan, piangeranno i tifosi delle altre franchige. Partiamo con i consueti Highlights.

Highlight/1 Tom is back.
Tom Brady ha 39 anni – dice di sentirsi meglio ora di quando ne aveva 19 – conta sulle dita 4 anelli ed è prossimo alla consacrazione nella Hall of Fame. Tom Brady, nota di colore, è un sostenitore di Trump. Sessismo o meno. Tom Brady lo ami – se sei dei Pats – o lo odi. Non ci sono vie di mezzo ma devi comunque riconoscergli il merito. Tom Brady torna dopo 4 partite saltate per sospensione, con i Pats in record più che positivo, con grande voglia di mettere a tacere le ultime voci che lo definivano, nel teorema Belichick, un “system quarterback”. E ci riesce. Con una prestazione Monster: 3 touchdown, 406 yards lanciate, Sicuramente miglior giocatore offensivo dell’AFC. I Patriots facevano, anche senza il più bel qb della storia, paura a tutti comunque. Ora gli avversari tremano. Chi potrà fermarli. Scrutando l’orizzonte, solo Denver. Come lo scorso anno.

Highlight/2 I Gattini di Carolina.
No, quest’anno non ci siamo. Altrochè pantere, quelle sono scappate. Il rimpiazzo sono dei gattini, neanche tanto belli da vedere. La sconfitta – su kick allo scadere – contro Tampa Bay sancisce la crisi di Carolina. Ora che vengano fuori quelli che – Gazzetta dello Sport in primis – decretavano Cam Newton quale qb del futuro. Ho sempre ribattuto che, preso atto sia un buon giocatore, quando le DLine gli prenderanno le misure non si dimostrerà decisivo. Come successe al “protestante” di San Francisco. Ecco, siamo arrivati a quel punto.

Highlight/3 Kap is back on track.
La vittoria in Week 1 lasciava sognare la gente all’ombra del Golden Gate. Poi il risveglio è stato brusco. Sistema di gioco non adatto alle caratteristiche dei protagonisti in campo, offensive line debole, NaVorro Bowman out per il restante della stagione, Gabbert che come qb potrebbe fare il secondo di Hoyer. E ho detto tutto. Kap ha protestato, si è inginocchiato, ha fatto vendere magliette forse ha pregato e alla fine – a contratto ristrutturato – è stato chiamato. Per ripartire titolare. Mi arrischio in una Bold Prediction per il prossimo match contro Buffalo: oltre 300 yard lanciate, 2 touchdown, 90-100 yard corse. Rischiereste qualche euro su tale previsione?

Highlight/ 4 Ne resterà solo 1.
Infatti. Parliamo di imbattuti. Philadelphia perde – con il primo intercetto di Wentz – contro Detroit, Denver cade sotto i colpi di Atlanta. I Vikings resistono. E lo fanno alla grande, dominando quei molliccioni – sigh! – dei Texans. Inguardabili, come contro i Pats, nel raffronto con un top team. Sky is the limit, per Minnesota, che vanta una difesa da urlo e un attacco privo dei migliori titolari capace, comunque, di rasentare la perfezione. Sam Bradford gode e si ritrova ad essere il qb che tutti – tranne lui – non si aspettavano: freddo, determinato, intelligente, imprevedibile.

Highlight/5 You’re fired!
No, non parliamo di The Apprentice. E nemmeno di TheDonald. Ci riferiamo a due grossi licenziamenti avvenuti nelle prime 5 settimane: il defensive coordinator (Greg Roman) di Buffalo e l’offensive coordinator (Marc Trestman) di Baltimora. I Bills, dopo la cacciata, hanno cominciato a ridere inanellando successi e dimostrandosi un’ottima squadra soprattutto – guarda il caso – dal punto di vista difensivo. Baltimora era all’inizio della Week 4 nell’olimpo degli Imbattuti. Due sconfitte di seguito hanno portato al licenziamento del coach d’attacco. Avranno fatto bene? Il banco di prova arriva domenica, in casa dei Giants, al MetLife Stadium.

È tutto per questa settimana. Possiamo tornare a concentrarci sulle elezioni, almeno fino a domenica. Anzi, a tal proposito, avete mai visto il qb che vince con la sua squadra in ammutinamento? Ovvero, vince da solo? Potrebbe essere il caso di Trump e del Gop che comunque vada, ribaltando le massime di Al Pacino in Any Given Sunday, vedranno vincerà l’individuo e non il team. Che ne uscirà con le ossa rotte.