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A.I.F./ Week 8

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Giro di boa, week 8 in soffitta, nessuna squadra imbattuta, “classici” senza tempo – leggi Pats – colpi di coda improvvisi, leggi Bears. Carte che continuano a mescolarsi, puzzle della post season in via di elaborazione. Emozioni, sempre e comunque, uniche. Anche nella settimana, quella con la S maiuscola, che gli States si apprestano a vivere con grande curiosità: chi sarà il prossimo Presidente? Aspettiamo la notte tra lunedì e martedi…intanto gustiamoci i soliti highlights!

Highlight/1 La rivincita di Oakland.
Gli Oakland Raiders sono tra le squadre più conosciute anche e soprattutto per il loro Logo molto ben spendibile dal punto di visita del merchandising in una terra di ignoranti. Chiedete alla New Era, guardatevi attorno in un FootLocker o AWLab: vicino alle sempreverdi NY degli Yankees, il marchio dei Raiders è quello che vanta la maggior presenza. Ma per “chi sa” Oakland è la terra – più o meno come Portland al cospetto di Seattle – degli sconfitti. E’ la casa di chi non ce l’ha fatta a San Francisco. Amen. Oakland è una terra difficile, alta delinquenza, periferie ghettizzate e tentativi – vani – di ripresa e riorganizzazione urbana. Dal 2017, forse, i Raiders emigreranno: Las Vegas chiama. Per un tentativo – l’ennesimo –  di portare una franchigia credibile nella città dei vizi. 5 vittorie “on the road” – fuori casa – record di 6 vittorie e 2 sconfitte. I detrattori dicono che non hanno mai affrontato una squadra “da playoff”. Lo faranno nella week 9 quando incontreranno Denver. All’appuntamento, comunque, ci arrivano “sulle ali dell’entusiasmo”. Soprattutto Derek Carr. Soprattutto il loro QB. Uno che domenica, contro Tampa, è entrato nella storia: 513 yards lanciate, 4 touchdown, nessun intercetto. Entra, di prepotenza, nel discorso circa l’MVP della stagione.

Highlight/2 Lone Star Nation.
Il Football è l’America’s Game. Chiaro e semplice. In Texas, però, il Fooball esce dalla sfera puramente ludica ed entra – di prepotenza – nella cerchia più intima degli interessi personali. Mi spiego. L’americano medio ragiona in termini di Patria, Famiglia, Dio, Football. Il Texano doc, invece, stravolge questa ipotetica scala “valoriale” rendendola in termini di: Football, Football, Dio, Football, Famiglia, Patria (autonoma e indipendente repubblica texana. Fuck off Washington, of course!). Nel Lone Star State si ride. Soprattutto dalle parti di Dallas dove c’è una squadra di giovani talenti che continua a mietere vittime grazie ad un buon gioco di lanci e ad un ottimo attacco di terra. Paiono destinati, almeno, alle finali di Conference. A meno che… A meno che non si facciano male da soli, a meno che non seguano il cuore scegliendo di togliere la macchina semi-perfetta affidata a Dak Prescott per girarla al veterano Tony RomoArtefici del proprio destino! Dalle parti di Houston (advice: parlando ad un Texan non riferitevi, MAI, ad un Cowboy chiamandolo cugino) sembra di stare sulle montagne russe. Unica certezza: in casa non si perde. La vittoria di domenica contro i Lions porta una boccata d’ossigeno necessaria per godersi, al meglio, la Bye Week.

Highlight/3 Cocoon.
Cocoon, l’Energia dell’Universo. Chi non ricorda questo semi capolavoro del cinema moderno? Gioco: se ci divertissimo ad accostare ad un titolo cinematografico un giocatore NFL, chi destineremmo a Cocoon? Il 110% degli intervistati risponde Tom Brady. Poche parole, qualche numero. Dal ritorno nella week 5 ecco le cifre del buon – e bel – Tom: 4 vittorie, 1319 yards lanciate, 12 touchdowns, 0 intercetti, 133.9 di passer rating. L’eterna giovinezza.

Highlight/4 A Chicago non si dorme, a Chicago non si dorme!
Slogan sentito e strasentito dai frequentatori del Mugello. Per intenderci, rende bene il clima che si respira a ChiTown in questi giorni. Sulle ali dell’entusiasmo: Jay Cutler porta i Bears ad una vittoria – insperata – contro i Vikings, i Cubs, dopo 108 anni, potrebbero fare festa. Parliamo di MLB, baseball. Nel momento in cui scrivo le World Series sono sul 3-3 prossima partita stanotte (mercoledì 2 novembre). Il vento, nella Wind City, inizia a soffiare. E, speriamo, sia nuovamente un vento di vittoria.

Ps. Anche i Bulls, parliamo di NBA, hanno avuto il migliore inizio di stagione dal 1996-1997. Chapeau.

E anche per oggi è tutto. Ci risentiamo, con un nuovo Presidente a stelle e strisce, la prossima settimana! God Bless the USA! God Bless the NFL!