“Mi raccomando non fate come gli italiani”. Ce lo ricorda un libro dal titolo inglese: “Italy, where Dems’ Dreams Die” (Leo Media, formato e-book), che vuol dire “Italia, dove muoiono i sogni dei Democratici”. Non dei democratici intesi come abitanti ed elettori delle democrazie, ma Democratici del Partito Democratico

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Intervenire in un dibattito accademico, magari nella cornice di Oxford e Cambridge o di altre prestigiose università disseminate lungo l’isola britannica: stimolante ed emozionante, sempre che la censura lo permetta. Brendan O’Neill è il direttore del sito Spiked!, costola di un magazine che resiste solo nel web, dal tratto

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Civiltà vuole che si sia innocenti fino a prova contraria. La prova della colpevolezza dell’agente di polizia statunitense Darren Wilson non è stata affatto trovata. Anzi, nel primo processo che ha subito (ci sono altre due indagini in corso), il poliziotto è stato assolto. Era accusato di aver ucciso

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Toby Young è associate editor dello Spectator e tra i fondatori di una free school londinese: due settimane fa, nella sua rubrica “Status Anxiety”, è intervenuto nel dibattito sul ruolo della scuola nell’educa il carattere degli allievi. È argomento non esclusivamente britannico, perché la tendenza è ormai diffusa: intervenire

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La nuova versione (la quinta, n.d.r.) del Rapporto Internazionale IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) [il cosiddetto Fifth Assessment Report (AR5)], sviluppata da 800 scienziati e ricercatori scelti nell’ambito delle Comunità Scientifica Internazionale, organizzati in tre Gruppi di Lavoro (Working Group = WG), è stato pubblicata e distribuita nel

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A Milano, in questo fine settimana, si è tenuta la conferenza regionale dell’Esfl, la European Students for Liberty, un’associazione pan-europea di studenti libertari. In Italia ha il suo corrispettivo nella Isfil (Italian Students for Individual Liberty). Che vi sia un’associazione internazionale che difende la libertà individuale, anche in Italia,

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L’anniversario di domani rischia di passare inosservato. Ma sono 25 anni dalla caduta del muro di Berlino. Più ancora che le prime elezioni libere in Polonia, vinte da Solidarnosc (4 giugno 1989) e il fallito golpe nell’Urss contro Gorbachev (21 agosto 1991), o lo stesso scioglimento dell’Unione Sovietica (25

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Non c’è niente da fare: proprio non ci arrivano. Ogni volta che gli elettori (non solo negli Stati Uniti) votano diversamente da come «dovrebbero» – cioè non scelgono la sinistra – partono immediate le lamentazioni di un’intellighènzia progressista tanto distante dalla realtà quanto piena di se stessa. Quando, poi, a

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Premettiamo: non sempre si può vincere. Obama non è certo l’emblema della sconfitta o il capro espiatorio dei democratici statunitensi. È comunque reduce da due larghe vittorie presidenziali, ma allo stesso tempo eccessivamente cariche di speranze (hope) riposte su di lui dal mondo intero. Basti pensare al Nobel per

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Conferma alla Camera, trionfo al Senato, vittoria nella maggior parte degli Stati: il 4 novembre, è stato il giorno dei repubblicani. Dopo queste elezioni di Medio Termine, Barack Obama è diventato un’anatra zoppa, dovrà governare senza più una maggioranza in entrambe le camere del Congresso e senza il sostegno

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