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Guerra aperta

E’ passato (politicamente) pochissimo dal weekend che ha sancito lo stop definitivo alla devolution leghista e, come preventivato da molti, qualcosa inizia a muoversi. Alessandra Guerra, ex sfidante di Illy alle regionali 2003 e leader “sui generis” della Lega Nord friulana, spariglia le carte. In un’intervista al Messaggero Veneto lascia intendere senza mezzi termini che le trattative con la controparte “sinistra” in regione sono già a buon punto e che “se son rose fioriranno“. Lo ha detto in politichese stretto, parlando di “nuovi progetti“, ma la risposta di Illy che manda a dire “lavoriamo insieme” non lascia spazio a moltissimi dubbi. Potrebbe essere questione di poco conto, se si considerasse solo la dimensione regionale della cosa. In fondo, in uno scenario politico in cui l’autonomismo rappresenta il dato principale dell’agenda di ogni partito, ci possono stare “larghe intese” o “accordi trasversali”. Tanto più se si considera il fatto che Illy è riuscito a vincere grazie all’appoggio del sindaco di Udine Sergio Cecotti (al tempo leghista) e allo smarcamento di Ferruccio Saro (senatore di Forza Italia) dalla Cdl. Ma non è questo il punto, perchè il Friuli è sempre stato considerato un laboratorio politico. Fu qui che iniziò la riscossa della Cdl culminata con la vittoria del 2001; perchè il primo riavvicinamento ufficiale tra Centrodestra e Lega avvenne sui banchi del Consiglio Regionale e finì per produrre la giunta di Renzo Tondo. Ma c’è di più: fu proprio in Friuli che il centrosinistra sperimentò nuovi assetti per raccogliere consenso, aggregando personalità importanti della società civile attorno al nome di Riccardo Illy e finendo per porre il caso delle liste civiche, scoppiato a livello nazionale alle recenti politiche. Probabilmente assistiamo al primo caso di avvicinamento di una componente leghista al centrosinistra che governa. Parlo di una componente perchè sembra che ci sia molto imbarazzo nelle fila dello stesso Carroccio per questa mossa della Lady friulana. Ora staremo a vedere ma le questioni sono due: o la Lega sta traslando inesorabilmente verso un appoggio al centrosinistra (prima regionale, poi nazionale) magari nella speranza di ottenere in cambio qualcosa, oppure Alessandra Guerra ha fatto tutto di testa sua e la Lega, almeno qui in Friuli, imploderà fragorosamente. Una cosa è certa: la Cdl, almeno qui nel profondo nordest, è un solo un (bel) ricordo. Bisogna ricominciare a fare politica, presto e bene.