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Ma perchè i libanesi si e gli iracheni no?

Gli Iracheni sono brutti e cattivi, ecco. Chi se ne frega della loro libertà, della loro fragile democrazia. Era meglio Saddam, che almeno eravamo tutti più tranquilli e magari tiravamo su un bel rapporto bilaterale con Baghdad fatto di stima reciproca e tanta amicizia. Come accade con Cuba, per intenderci. E invece no, questi maledetti americani si sono messi in mezzo. Hanno fatto un casino: arrestato Saddam (ma perchè poi?), rovesciato il regime e consegnato l’Iraq al novero delle nazioni democratiche. Certo, mica è facile la transizione: ci sono i terroristi (pardon, resistenti) che si oppongono al passaggio democratico, ci sono i problemi di convivenza tra sciiti e sunniti e c’è la questione sempre aperta dei curdi. Ma ci sono anche le elezioni, il governo provvisorio, uno stato che si sta ricostruendo. Poi ci sono gli Italiani. Andati a Nassirya a “dare il proprio contributo per far fronte alle esigenze del popolo iracheno mediante l’approvvigionamento delle risorse necessarie per la ripresa e la ricostruzione della struttura economica dell’Iraq“. Parole e musica della risoluzione 1511 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ma a qualcuno questo modo di fare non piaceva e lo definiva “politica estera da Costa Smeralda” (Diliberto) o, peggio, accusava il governo di essere “responsabile di aver mandato i nostri soldati a morire” (Rizzo). Ma la storia è strana, la ruota gira e gente così finisce al governo. Sempre per uno scherzo stranissimo della storia (mica c’entrano gli Hezbollah) scoppia un casino in Medioriente. Inutile che vi racconti di come rimpiangiamo la politica estera “da Costa Smeralda” e invece ci tocca vedere il più filoarabo dei ministri degli esteri occidentali passeggiare con dei terroristi. E’ meglio se vi dico che anche questa volta l’Onu ha chiesto una mano alla Comunità Internazionale (risoluzione 1701) e che l’Italia, forse per scendere con determinazione al fianco di hezbollah, ha scelto di mandare in Libano più di 2000 uomini. Ma c’è di più e meglio: hanno marciato ad Assisi (loro iper-laici) per tifare Onu, cioè Caschi Blu, cioè gli stessi militari che sono a Nassirya solo con un cappello diverso. Ci hanno raccontato di emergenze umanitarie, di missioni di pace, di qualsiasi cavolata gli passasse per la testa. E si sono dimenticati di spiegarci perchè, a condizioni simili, si sono rifiutati di aiutare il popolo iracheno.