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A new mission: farvi diventare dei Bobcats

Un blogger non è un vero blogger se non fa delle cose stupide. Ora, dopo averne dette tante (di cose stupide) ne faccio seriamente una: devo convincervi ad appassionarvi alle pazze avventure di una squadra Nba. L’obbiettivo di breve periodo è scrivere di basket e di cose più leggere rispetto alla noiosa politica (locale e non). L’obbiettivo di medio-lungo termine è convincervi che bisogna seguire il basket Nba e bisogna tifare per Charlotte. Iniziamo dalle presentazioni della città. Charlotte è la città più grande e popolosa del North Carolina, di cui però non è capitale. Il capoluogo è,infatti, Raleigh. Il nome è dovuto alla Regina Charlotte, moglie del Re Giorgio III, ai tempi della dominazione inglese. La città,a detta di tutti, è piacevole e a misura d’uomo (per quanto possa essere a misura d’uomo la 25esima città più grande degli States) ed è guidata da un sindaco repubblicano, anche se la maggioranza del consiglio è democratica. Nella città di Charlotte, oltre ai Bobcats, giocano i Carolina Panthers (Football americano) e le Charlotte Sting (Basket femminile). Pur non essendo uno stato centrale nella vita politica ed economica del paese, a livello cestistico il North Carolina esprime le migliori università del paese: Wake Forrest (da cui viene Tim Duncan), North Carolina (il college di Micheal Jordan), Duke (da cui arriva, per fare un nome, Grant Hill) e la meno famosa North Carolina Charlotte. Memorabile è sopratutto la rivalità tra Duke e North Caroline. I Blue Devils contro i Tar Heels; ma sopratutto due stili di gioco, di vita, di insegnamento e di principi (Duke è una struttura privata, UNC è statale). Una sfida che è diventata anche cromatica: tra il Carolina Blue (un pò più chiaro) e il Duke blue (più scuro ed opaco). Prima dei Bobcats, la franchigia della città erano gli Charlotte Hornets, ossia le vespe. Questo perchè, descrivendo la città durante la guerra di indipendenza, un cronista dell’epoca la definì “un nido di vespe in sommossa”. Poi gli Hornets cambiarono sede e si trasferirono a New Orleans e Charlotte rimase per un bel pò di anni senza squadra. Fino ai Bobcats, che, oltre al significato di “linci”, sono sopratutto i Gatti di Bob. Dove Bob sta per Robert Johnson, il proprietario del team. Nel management della squadra, da quest’anno, c’è anche Micheal Jordan. Veniamo alla squadra. Il team ha solo due stagioni NBA alle spalle ed è,per questo,giovanissimo. Siamo,quindi, in pieno “under construction”. Con il draft del primo anno è arrivato Emeka Okafor, l’anno dopo Sean May e Raymond Felton, questo è stato l’anno di Adam Morrison. La squadra è giovanissima e da seguire con attenzione. Nel pomeriggio vi diamo il resoconto del match contro Indiana (perso).