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Appunti sparsi tra Udine, Trieste, Roma, Zurigo, Washington

Ronchi dei Legionari – Mi imbarco insieme al Senatore triestino Giulio Camber. Io direzione Washington, lui Senato della Repubblica. – Sul volo accanto a me un simpatico signore sulla settantina che non fa altro che lamentarsi delle inutili dimostrazioni degli assistenti di volo. – Io ascolto Ryan Adams sull’iPod, e penso a quelli con cui avrei voluto condividere questo viaggio e che, per mille ragioni, non sono potuti venire Fiumicino – Devo constatare che la mia valigia è la più grande dell’aereo. Roma – Cena a casa di Andrea, così finalmente ho rivisto i miei adorati nipotucci acquisiti. Oddio, più che acquisiti direi proprio scelti! – Ore 4 del mattino: si parte per Fiumicino, da lì verso Zurigo e poi Usa. Zurigo – L’aeroporto è bellissimo. Nel tratto di subway tra i due terminal c’è la musichetta svizzera, la proiezione delle montagne elvetiche dentro le gallerie e il verso della mucca (“muuuu”) che ci accompagna. Saletta fumatori gentile omaggio di Winston e Camel e comunque carina. – Il primo impatto con gli Stati Uniti è con un’addetta alla sicurezza che mi sottopone a una serie di domande interessantissime sul mio bagaglio: con chi l’ho preparato, perchè, dove, come, quando… Washington – Volo tranquillo anche se lunghetto – Andrea beve Coca Cola in quantità industriale – I famigerati controlli americani sono stati eseguiti con successo e siamo risultati idonei ad entrare nel mondo libero – Siamo stati cazziati dal doganiere – Abbiamo preso una macchina rossa bellissima che è la versione moderna del Generale Lee di Hazzard e ci siamo lanciati a tutta velocità (si fa per dire) sulla route 66, direzione Washington. – L’albergo è carino ed è di fronte a McDonald’s. – Veloce sguardo ai sondaggi e poi via a cena – Carico le foto e vado a nanna. Domani: Virginia.