Free Speech Now! Nov28

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Free Speech Now!

freespeech_rnIntervenire in un dibattito accademico, magari nella cornice di Oxford e Cambridge o di altre prestigiose università disseminate lungo l’isola britannica: stimolante ed emozionante, sempre che la censura lo permetta. Brendan O’Neill è il direttore del sito Spiked!, costola di un magazine che resiste solo nel web, dal tratto ideologicamente anarchico. “Humanity is underrated” è il motto che accompagna la testata che negli ultimi anni ha lanciato diverse campagna per la libertà d’espressione, battendosi particolarmente contro la commissione d’inchiesta, la Levenson Inquiry, all’indomani del phone-hacking scandal e che ha provocato qualche scossa nel mondo dell’informazione inglese per le nuove regolamentazioni in materia. Ora Spiked! ha promosso un manifesto per la libertà di espressione negli atenei dopo che O’Neill ha raccontato l’ostracismo subito a Oxford, dov’era atteso per un dibattito sull’aborto. O’Neill avrebbe dovuto sostenere la tesi pro-choice, il collega Timothy Stanley quella pro-life: il faccia a faccia non si è tenuto perché un gruppo studentesco femminista ha protestato fortemente sul fatto che fossero due uomini ad affrontarsi.

Gli Stepford students, così li chiama O’Neill, dove il termine “Stepford” nel dizionario d’inglese è utilizzato per indicare colui che è obbediente e  servile, in questo caso al pensiero mainstream. Prima di Oxford, l’opinionista aveva avuto a che fare con gli studenti dell’università di Cork perché contro i matrimoni gay, mentre quelli alla University College of London era stato accusato d’essere un negazionista per aver sostenuto che dal suo punto di vista in Africa è necessaria prima di tutto una battaglia per facilitarne l’industrializzazione, piuttosto che concentrarsi sul climate change. E ancora: preso di mira a Cambridge per essere detto contrario al boicottaggio delle merci prodotte in Israele.

Se una volta, racconta, le università erano luoghi dove il pensiero e le opinioni si rincorrevano e soprattutto ci si confrontava attenendo di conoscere le posizioni dell’interlocutore, oggi è un mondo dove la scure è pronta a calare se le idee causano pruriti in certi circoli: le copie del Sun fatte sparire per colpa della famosa Page Three dove le ragazze posano in bikini, la canzone “Blurred Lines” cancellata dalle programmazioni radiofoniche perché inciterebbe allo stupro, le goliardate additate come offese, le etichette di sionista in saldo. “Nelle università britanniche nel 2014, non ricevi solo un’educazione, ma vieni anche ri-educato, in stile sovietico”, denuncia O’Neill.

Qualcuno sa se per caso abbiano già invitato la Boldrini?