Ha ragione Bossi

Tanto tuonò che piovve. Alla fine Berlusconi fa così schifo che Bocchino vuole rifarci un governo insieme. Davvero curioso, considerato che si tratta dello stesso Silvio Berlusconi che FareFuturo aveva individuato – dopo anni 16 – come la causa di tutti mali italiani. La propostona politica che sta sotto a tutto ‘sto baillame di nuovi gruppi, di futuri, di libertà, di generazioni e di italie è sempre la stessa: ammucchiata. Tutti insieme appasionatamente per rompere l’assurdo asse del nord Tremonti-Bossi. Non si capisce ancora, a più di un mese dalla rottura, se questi signori vogliono fare una Lega Sud prima che la Lega vera prenda voti anche sotto il Po oppure se è loro intenzione rinverdire i fasti della Democrazia Cristiana che fu. Con un piccolo problema: non hanno né la caratura né la capacità per avvicinarsi anche solo lontanamente ad alcuni giganti dello scudocrociato (e lo dice uno che non nutre stima incondizionata verso la Balena Bianca). In ogni caso, tanto per capire subito dove si vuole andare a parare, questa manovra punta semplicemente a portare al governo chi al governo non ci è andato perché ha perso le elezioni. Un bel gesto di chiarezza, non c’è che dire e se ancora siete lì a chiedervi che cosa diavolo ci faccia con questi signori Benedetto Della Vedova..beh, rilassatevi, ce lo stiamo chiedendo anche noi. E magari anche lui. Le uniche parole di buonsenso – nella sostanza, non nella forma – sono arrivate da quel signore rozzo, matto, furbo, ipocrita e scaltro che si chiama Umberto Bossi. L’ha detta lui la verità su questo tormentone estivo:  Berlusconi tentenna e per la prima volta sembra non capire. Non capisce che il paese che l’ha votato e sostenuto non è il paese degli editoriali in prima pagina sul Corriere o delle anime belle di Capalbio ed Ansedonia. E’ un paese molto più spiccio e molto più serio. Che non vuole bizantinismi e che l’ha mandato lì per governare. Se non può farlo, torni a casa. E si faccia dare un altro mandato. Giudicheranno i cittadini se non ha governato per demeriti suoi o per democristianissimi motivi altrui.